È la Germania il paese col maggior numero di infrazioni alle regole UE

Il più grande paese dell’eurozona è anche il paese che più frequentemente infrange le regole dell’Unione. E mentre la Germania è messa sotto accusa a Bruxelles con 74 violazioni, l’opposizione ne chiede conto alla leadership del paese.

L’immagine di Paese alla guida dell’Europa, che la Germania ha avuto per molti anni, viene ora oscurata dai numeri forniti dal suo ministero dell’economia su richiesta del Partito Verde. Come riporta il giornale Handelsblatt, vi sono 74 procedure aperte contro la più grande economia UE per aver infranto le regole dell’Unione. Il 20% in più rispetto alle violazioni compiute nel 2013, all’inizio del mandato della coalizione di governo tra l’Unione dei Cristiani Democratici (CDU) e il Partito Socialista.

Il peggiore dei trasgressori è il ministero dei trasporti, gestito da Alexander Dobrindt, membro dell’Unione Sociale dei Cristiani Bavaresi, un partito affiliato alla CDU della Merkel. Sotto la sua direzione, sono state aperte 20 procedure di infrazione da parte della UE. Dodbrindt è noto per la sua posizione indipendente su molte questioni, che ha portato a scontri con Bruxelles. Al secondo posto il ministero dell’ambiente, con 16 procedure (per inquinamento dell’aria e problemi con l’acqua potabile), mentre il ministero delle finanze ha accumulato 11 infrazioni.

Da biasimare è anche il federalismo tedesco, dato che alcune delle procedure sono rivolte ai governi delle amministrazioni locali. Quando vengono prese decisioni discutibili dalle autorità locali indipendenti, l’intero Paese sostiene il peso delle conseguenze.

Questi dati sono stati criticati dal Partito Verde tedesco. Il politico verde Markus Tressel ha dichiarato a un giornale locale che “il prossimo governo dovrebbe prendere più seriamente le restrizioni UE e dare l’esempio agli altri membri dell’Unione nella protezione dell’ambiente e nella cura della salute”.

Nel frattempo, il ministero dell’economia sottolinea che tutte le presunte violazioni devono ancora essere giudicate dalla Corte Europea. Secondo il ministero, solo 12 delle 74 procedure giungeranno all’alta corte europea, e le sue decisioni non sono sempre a favore dell’UE.

Inoltre, secondo il ministero, il numero delle controversie è calato rispetto alle 91 registrate nel 2016, anche se il numero è ancora più alto rispetto al periodo tra il 2012 e il 2014.

(Fonte Vocidallestero.it cc by nc nd)

Foto bearinthenorth/CC0

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