Il Parlamento approva un nuova legge sulla sicurezza informatica

La scorsa settimana il Parlamento slovacco ha approvato una nuova legge sulla sicurezza informatica. Il provvedimento, redatto dall’Ufficio nazionale di sicurezza (NBU) in collaborazione con l’Ufficio del vice premier per gli Investimenti e l’Informatizzazione Peter Pellegrini (Smer-SD), definisce “incidente di sicurezza informatica” qualsiasi evento che abbia impatto negativo sulla sicurezza informatica o che provoca un uso improprio o la distruzione di dati riservati, oppure consista nella violazione dell’integrità del sistema. Sono definiti tre livelli di incidenti, di prima, seconda e terza categoria, a seconda dal numero di utenti coinvolti, dal sistema coinvolto, dalla durata del problema e la sua diffusione geografica, e dall’impatto potenziale nelle attività economiche e sociali della nazione.

La normativa, che entrerà in vigore a partire da aprile, ha recepito, introducendola nella legislazione nazionale, la direttiva europea NIS sulla cibersicurezza, che è un primo passo a livello continentale per fornire un quadro legale all’accrescimento generale del livello di sicurezza informatica dell’Unione europea. Nella parte introduttiva del documento si nota che le reti e i sistemi di informazione svolgono «un ruolo cruciale nella libera circolazione» e sono di frequente collegati via internet diventando uno strumento globale; la violazione della rete e dei sistemi di informazione in uno Stato membro è quindi un assalto alla sicurezza degli altri Stati membri e dell’UE nel suo insieme. Come presupposto fondamentale per il buon funzionamento del mercato interno dell’UE e per una cooperazione internazionale credibile sono dunque delle reti informatiche resistenti e stabili.

Secondo il vice premier Pellegrini la legge introduce per la prima volta delle modifiche a «procedure uniformi di sicurezza nel cyberspazio, dando gli strumenti necessari a chi è presente nel mondo digitale» per fronteggiare un incidente di sicurezza. Il nostro lavoro e la nostra vita privata sono sempre più connessi e occupano sempre più spazio nel mondo digitale, ha osservato Pellegrini. Dunque l’attuazione della legge permetterà all’amministrazione pubblica e alle imprese una maggiore protezione dagli attacchi informatici dei dati in loro possesso, siano essi informazioni sui cittadini o transazioni commerciali.

Considerando che anche la Nato dà sempre maggiore attenzione al pericolo di attacchi informatici come parte di una strategia di guerra ibrida di nuova generazione, Pellegrini crede che le spese nazionali per il settore della difesa, che in Slovacchia saranno pari all’1,6% del PIL, dovrebbero includere anche i costi per la difesa cibernetica. Oggi, ha notato, un attacco informatico a un paese è uno scenario più realistico di un classico attacco militare.

(La Redazione)

 

Illustr: pixabay

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