Un lungo addio al carbone per la regione Alta Nitra

Dopo che il primo ministro ha difeso nel recente passato il suo sostegno al settore carbonifero in Slovacchia, soprattutto in regioni come l’Alta Nitra dove è ancora una fonte di occupazione importante, ora il governo spinge per una graduale reindustrializzazione della zona, diminuendo quella che il vice premier Peter Pellegini ha definito lunedì una “eccessiva concentrazione” in loco dell’industria mineraria. È ora che la regione, ha detto Pellegrini in visita nella zona, sviluppi anche altre industrie attive in settori diversi.

Per favorire la metamorfosi del tessuto produttivo ed economico locale, è stato concordato da rappresentanti della Commissione europea, del governo slovacco e della regione autonoma di Trencin di redigere un piano d’azione. Il processo di transizione avverrà in più fasi, partendo dalla costruzione di nuove infrastrutture stradali.

Il governo slovacco ritiene vitale mantenere il tasso attuale di occupazione in regione (con il tasso di disoccupazione sceso al 5%), e vuole accompagnare una graduale emancipazione dal carbone – una tendenza ormai mondiale che non può essere ignorata – da azioni che aiutino a reinserire la forza lavoro in altre mansioni e a favorire lo sviluppo dell’area dopo il 2030. Con il sostegno della Commissione europea, anche altri paesi come Polonia e Germania hanno intrapreso piani per il progressivo abbandono del carbone, ha notato Pellegrini.

In Alta Nitra (Horná Nitra) uno dei maggiori datori di lavoro è la società mineraria Hornonitrianske Bane, che oggi impiega circa 3.500 persone e che riceve circa 95 milioni di euro all’anno in sussidi governativi.

(Red)

Foto interpolsk CC0

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