Vienna: meno fondi UE per Slovacchia e paesi dell’Est

Secondo il nuovo primo ministro austriaco Sebastian Kurz nel prossimo bilancio settennale dell’UE i paesi membri dell’Europa centro-orientale, e dunque anche la Slovacchia, dovrebbero ricevere meno denaro dai fondi europei. Nel negoziato sul bilancio europeo per il periodo 2021-27, che è già iniziato, Kurz ha annunciato in una intervista a Der Standard che “sosterrà con forza gli interessi dei pagatori netti”, allo scopo di evitare che all’Austria venga imposto un contributo maggiore una volta che il Regno Unito sarà uscito dall’Unione europea. Una posizione, quella di contributori netti, che Vienna condivide tra gli altri con Roma, Parigi, Berlino e in generale i vecchi membri dell’Europa occidentale.

Kurz, che negli ultimi mesi si è avvicinato molto alle posizioni intransigenti, soprattutto in tema di immigrazione, dei paesi di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), è cosciente che questo suo atteggiamento lo metterà in conflitto con le quattro capitali del V4, ma ha già in mente di collaborare su questo obiettivo con paesi come Francia e Paesi Bassi quando l’Austria assumerà la presidenza del Consiglio dell’UE nel secondo semestre di quest’anno.

Si tratta in effetti di dichiarazioni in netto contrasto con quanto è stato discusso a Budapest nei giorni scorsi, dove otto ministri dell’Europa centrale e orientale hanno deciso di difendere i fondi di coesione dell’UE, concessi proprio ai paesi che ancora sono indietro rispetto al resto dell’Unione.

(Red)

Foto minoritenplatz8 cc by

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