2018, un altro anno sTrumpalato?

Con Donald Trump ogni giorno è imprevedibile, basta seguire il suo account Twitter per capirlo. Prevedere il suo 2018 è perciò difficile, ma almeno si hanno alcune certezze: l’indagine sul Russiagate proseguirà e ci saranno le elezioni di medio termine.

CHI È – Donald John Trump è il 45° Presidente degli Stati Uniti. Newyorkese del Queens ha ereditato l’azienda immobiliare di famiglia, divenuta in seguito The Trump Organization. Come imprenditore, è entrato anche nel settore alberghiero, dell’intrattenimento (celebri il reality da lui condotto, The Apprentice e i suoi golf club) e del gioco d’azzardo. Oltre questo, il suo cognome è marchio di diversi tipi di prodotti. È stato sposato tre volte (con Ivana Zelníčková, Marla Maples e l’attuale Melania Knauss). Ha cinque figli: Donald Jr., Ivanka, Eric, Tiffany e Barron. Il tycoonha vinto da sfavorito le primarie del Partito Repubblicano per poi arrivare al clamoroso successo all successive presidenziali, battendo Hillary Clinton.

COME È STATO IL SUO 2017 – Non si può certo dire che il 2017 di Trump, coinciso con il suo primo anno di Presidenza, sia stato avido di eventi e notizie. Già prima dell’insediamento sono iniziati a emergere sospetti su un presunto coinvolgimento della Russia atto a favorirlo nella corsa alla Casa Bianca. Poco dopo l’insediamento del 20 gennaio la macchina delle indagini ha iniziato a muoversi sul serio, portando alle dimissioni il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Flynn e costringendo a il Procuratore Generale Jeff Sessions a chiamarsi fuori dalla supervisione del caso poiché indirettamente coinvolto. Successivamente sono arrivate le grane interne all’amministrazione stessa, con una serie di dimissioni e licenziamenti a poca distanza l’uno dall’altro. Oltre a Flynn, tra gli altri sono usciti di scena il Capo dello Staff della Casa Bianca Reince Preibus, il Portavoce Sean Spicer, il Direttore della comunicazione Antony Scaramucci, lo Stratega capo Steve Bannon e, su tutti, il Direttore dell’FBI James Comey.
L’inchiesta Russiagate è andata avanti con a capo il Procuratore speciale Robert Mueller e finora ha portato all’arresto di Michael Flynn e dell’ex Capo della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort.
A livello legislativo, il Presidente ha approvato diversi ordini esecutivi per lo più diretti al contrasto dell’immigrazione (i “Travel Ban”) e al demolire la riforma sanitaria di Obama. I due successi sono stati la nomina di Neil Gorsuch a Giudice della Corte Suprema e il via libera definitivo del Congresso alla riforma fiscale. Numerosi i fallimenti, tra i quali l’abolizione dell’Obamacare, la gestione dell’emergenza umanitaria a Puerto Rico e quella della crisi con la Corea del Nord.

COME SARÀ IL SUO 2018 – Il 2018 si prospetta come un nuovo anno in trincea per Trump. Prima di tutto è l’anno delle elezioni di medio termine, in cui si rinnoveranno l’intera Camera e un terzo del Senato. Se per quest’ultimo è difficile per i repubblicani perdere la maggioranza (che al momento è veramente risicata dato il numero di senatori “ribelli”) alla Camera è tutto un altro discorso. Per il Presidente far approvare nomine e leggi con il Congresso a favore è stato già un percorso a ostacoli causato anche dalla sua scarsa propensione al negoziato. Figuriamoci con un ramo del Parlamento contrario. In più c’è l’indagine sul Russiagate che prosegue e se davvero si arriverà a nomi parte della famiglia Trump i guai potrebbero diventare molto seri. Da qui alla possibilità di impeachment però la strada è ancora lunga. In politica estera, The Donald dovrà affrontare, tra gli altri, gli scottanti dossier Corea del Nord e spostamento dell’Ambasciata USA a Gerusalemme.

(Emiliano Battisti Il Caffè Geopolitico, cc-by-nc-nd)

Foto gageskidmore cc by sa

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