Nel weekend le commemorazioni di due stragi naziste

Si è svolta sabato l’annuale “Marcia di ringraziamento per la Rivolta nazionale slovacca (SNP)” tra il villaggio di Cigeľ e la città di Handlová, nella Slovacchia occidentale, per ricordare l’oppressione nazista e le sue vittime. L’evento di quest’anno ha segnato un numero record di partecipanti, quasi 2.200. Il 13 gennaio 1945 un commando della Gestapo tedesca occupò il villaggio e interrogò con metodi brutali 130 dei suoi abitanti ritenuti colpevoli di aver dato sostegno e preso parte alla brigata partigiana Major. Oltre venti di loro furono torturati e non tornarono più a casa.

In rappresentanza del governo ha partecipato alla cerimonia finale anche il vice premier Peter Pellegrini, che ha sottolineato i buoni risultati dell’economia del paese e il fatto che oggi si possa vivere in pace e tranquillità. Ma, ha osservato, abbiamo dovuto «attraversare momenti bui e difficili per arrivare fin qui». «Molte vite sono andate perse durante la seconda guerra mondiale, ma la nazione slovacca è riuscita a dire “no” a questo mostruoso regime, si è schierata contro il fascismo e si è unita ai vincitori», ha sottolineato Pellegrini secondo Tasr.

Ricordando le migliaia di tombe di chi è caduto nella lotta per la libertà, Pellegrini ha detto di apprezzare molto, come membro del governo, un evento come questo, che si svolge regolarmente da 43 anni e che, a differenza di altre manifestazioni, continua ad accrescere il numero di partecipanti.

La nostra nazione, ha detto il vice premier, non deve permettere che “l’ideologia malata” faccia di nuovo parte delle nostre vite: «la pace, le comodità e la stabilità [del paese] sono molto fragili».

Domenica, invece, si è tenuto un altro evento commemorativo per ricordare l’attacco tedesco ai villaggi di Klak e Ostry Grun, nella Slovacchia centrale, cui sempre Pellegrini ha partecipato a nome dell’esecutivo. Qui il 21 gennaio 1945 ci fu quella che è ricordata come la “domenica di sangue” (Krvavá nedeľa), quando i nazisti (l’unità anti-partigiana Edelweiss) bruciarono per rappresaglia i villaggi nella valle di Klakov (regione di Banska Bystrica) e uccisero 146 abitanti, oltre la metà dei quali donne e bambini. Stanno gradualmente lasciandoci i sopravvissuti di questo crimine di guerra, che è considerato il più brutale tra quelli commessi sul territorio della Slovacchia, ha detto Pellegrini, ma noi che rimaniamo siamo chiamati a fare di più di qualche cerimonia commemorativa. Ricordando gli eventi di 73 anni fa, il vice primo ministro ha affermato che tutti noi dobbiamo diventare testimoni viventi di queste tragedie, e non dimenticarle mai. Pellegrini ha citato le recenti elezioni regionali, e ha espresso soddisfazione nel vedere che «il popolo della regione di Banska Bystrica» ha «corretto l’errore commesso quattro anni fa», quando alla Regione era stato eletto governatore Marian Kotleba, leader del Partito Popolare Nostra Slovacchia (LSNS), formazione di estrema destra.

(Red)

Monumenti alle vittime di Klak (Marian Sabo cc by sa) e Ostry Grun (Marian Sabo cc by sa)

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