Embraco, in Slovacchia si firma nuovo contratto mentre a Torino si licenzia

La società Embraco di Spišská Nová Ves ha firmato ieri un nuovo accordo collettivo con i sindacati con un aumento dei salari per gli anni 2018 e 2019, che include l’intesa per la 13esima e 14esima mensilità. Si tratta di 700 euro in più quest’anno e altri 800 il prossimo, per una crescita complessiva delle retribuzioni pari all’11% nel 2018 e al 6% nel 2019. La firma arriva dopo quattro mesi di trattative e dopo l’entrata dei dipendenti in stato di allerta sciopero l ‘8 gennaio. Nella fabbrica, che produce compressori per frigoriferi, sono impiegate 2.300 persone che nel 2017 hanno ricevuto in media un salario di 964 euro. Anche due anni fa, alla precedente contrattazione collettiva, le discussioni erano durate quattro mesi.

Nel frattempo, rimane molto tesa la situazione allo stabilimento italiano di Embraco, nei pressi di Torino, dove la dirigenza ha deciso di chiudere per trasferire la produzione in altri impianti del gruppo. Sono in corso licenziamenti per circa 500 lavoratori, che prima le istituzioni locali e ora anche il governo, con l’intervento del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, stanno cercando di scongiurare. Il ministro ha chiesto all’azienda di sospendere i licenziamenti e darsi un po’ di tempo per cercare una soluzione per la reindustrializzazione dell’area con nuovi investitori. Calenda ha anche chiesto a Embraco di indicare cosa vuole per rimanere in Italia. Il ministero ha chiarito che la cassa integrazione per i lavoratori, che l’impresa aveva chiesto, potrà essere concessa solo dopo la sospensione della chiusura. Nel frattempo i lavoratori si sono rivolti a tutte le cariche dello Stato per chiedere aiuto.

È probabile che almeno una parte, se non tutta, della produzione torinese finisca in Slovacchia. Proprio il personale esperto di Torino aveva formato gli operai dello stabilimento slovacco, come ha raccontato alcuni giorni fa un dipendente a La Stampa, passando a giovani slovacchi il suo know-how appreso in decine di anni di esperienza e fatica. E rendendo così superfluo il suo bagaglio di sapere.

(La Redazione)

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