Si accende il dibattito sulla sanatoria per i pignoramenti

Da qualche giorno la stampa slovacca si occupa di una proposta del ministro della Giustizia Lucia Zitnanska (Smer-SD) per una sanatoria che intenderebbe risolvere una complicata situazione venutasi a creare nei mesi scorsi, e che vede i tribunali intasati da 3 milioni e 700 mila procedimenti di pignoramento. La proposta, presentata ai partiti della coalizione di governo (Smer-SD, SNS e Most-Hid) lunedì 15 gennaio, dovrebbe essere discussa dal consiglio di coalizione entro la fine del mese e la discussione riguarderà in particolare la portata del provvedimento e chi vi sarà incluso.

Nel frattempo, la questione ha acceso il dibattito sia a livello politico che sui media, ma al momento non sono noti i dettagli del documento, e il ministro rifiuta di renderli pubblici spiegando che potrebbero crearsi aspettative non realistiche. Insomma, non si tratta di cancellare i debiti dei pignorati, ma solo di cercare di risolvere una situazione andata fuori controllo, mentre i debiti dovranno comunque essere pagati.

Fino allo scorso ottobre erano circa 968.000 le persone che hanno subito un procedimento di riscossione forzata dei propri debiti. Secondo il presidente della Camera degli esattori slovacchi, un’amnistia invierebbe un segnale negativo al paese, indicando che è normale non rispettare gli impegni finanziari presi. Mentre altri sono convinti che sia necessario proteggere i cittadini da una spirale di debito dalla quale da soli non riescono ad uscire, alimentando poi il mercato dell’economia grigia.

Il partito di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS) aveva annunciato giorni fa una propria proposta che sposterebbe il costo dei procedimenti di pignoramento dai debitori ai creditori, rendendo in questo modo più attenti questi ultimi nel concedere credito a persone ad alto rischio. Mentre un’amnistia dei pignoramenti andrebbe ad incoraggiare comportamenti illeciti. Al contrario, il partito di opposizione Sme Rodina è a favore dell’amnistia, che era tra le sue promesse elettorali, e il cui leader Boris Kollar ha detto che è pronto a sostenere ogni “proposta che aiuterà le persone.”

Parlando sabato alla Radio Slovacca, il premier Robert Fico (Smer-SD) ha detto che sono tre le opzioni per realizzare l’amnistia. La prima sarebbe rivolta, ha detto, soprattutto a quelle persone che non lavorano, e rifiutano ogni offerta di un impiego, perché il loro salario verrebbe sequestrato dagli esattori. In questo caso, il provvedimento, che toccherebbe una platea di 40-70.000 persone, andrebbe ad arricchire il mercato del lavoro con un certo numero di persone pronte ad attivarsi come nuova forza lavoro. Oppure, si potrebbe concedere una sanatoria solo a chi ha debiti nei confronti dello Stato. La terza strada invece sarebbe una soluzione ad ampio raggio e indifferenziata su tutto il territorio nazionale, che però costerebbe una considerevole somma alle casse pubbliche. Il primo ministro ha spiegato che a suo parere è necessario distinguere le ragioni del debito, tra chi ha chiesto un prestito perché non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, e chi invece ha usato il denaro per andare in vacanza o comprarsi un nuovo televisore di grande formato.

(Red)

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