Una settimana di avvenimenti nel mondo

L’inizio delle operazioni militari turche nel nord della Siria, il primo anno di Trump alla Casa Bianca, l’accordo tra Myanmar e Bangladesh per il rimpatrio dei Rohingya e molto altro tra le notizie più rilevanti della settimana. 


Operation Olive branch

Washington ha comunicato domenica 14 Gennaio la creazione di una guardia frontaliera composta da 30.000 uomini in prevalenza curdo-siriani, che sarà dispiegata ai confini dell’area controllata dalle Forze Democratiche Siriane (SDF), un’alleanza di milizie nel nord-est del paese, dominata dall’YPG. L’Amministrazione americana, decidendo di affidare il coordinamento della formazione di questa “Border Security Force” all’SDF, ha indispettito Ankara, che in settimana ha ordinato lo spostamento di mezzi militari turchi nell’area di Idlib, a ridosso dell’enclave curda di Afrin, lungo il confine meridionale e si dice pronta all’offensiva militare, descritta dal Presidente Recep Tayyip Erdogan come un’operazione anti-terrorismo. Un’eventualità che si è concretizzatasabato 20 Gennaio quando jet dell’aviazione turca hanno iniziato a bombardare Afrin, (decine di strike aerei che avrebbero colpito oltre 150 postazioni curde nell’area)  come confermato sia dall’agenzia di stato (Anadolu) che da ufficiali curdi. Venerdì 19 Gennaio erano stati sparatinell’area colpi di artiglieria. Il ministro degli Esteri Mevlüt Çavuşoğlu ha dichiarato di aver informato gli alleati, da cui si aspetta la non interferenza nelle operazioni, a cui parteciperanno anche migliaia di ribelli dell’Esercito libero siriano che si stanno posizionando lungo il confine. Domenica 21 Gennaio si registrano incursioni via terra.

                                                                                                 Abdullah Manaza cc by

La situazione è delicata, la tensione tra i due alleati NATO è alta. Si corre il rischio di innescare l’ennesimo dramma umanitario nell’area, e di pregiudicare l’intesa tripartitadi Astana, tra Russia, Iran e Turchia sulle aree di de- escalation nella Siria Occidentale. Il supporto americano all’SDF risulta inaccettabile per Ankara, che considera l’YPG l’estensione siriana del Pkk curdo, un’organizzazione terrorista riconosciuta come tale, da Stati Uniti, Unione Europea e Turchia.


Welcome home?

Martedì 16 Gennaio Bangladesh e Myanmar hanno trovato un accordo per il rimpatrio di qui a due anni di centinaia di migliaia di musulmani Rohingya, che nel corso del 2017 sono fuggiti dalle violenze dei militari commesse nello stato del Rakhine. Secondo le dichiarazioni rilasciate dai ministri degli esteri di entrambi i paesi, il Bangladesh si appresta ad allestire 5 campi di transito lungo il confine, da dove i profughi partiranno alla volta di due centri di “accoglienza” in Myanmar. Il rimpatrio dovrebbe iniziare giovedì 18 gennaio. La scorsa settimana Zaw Htay portavoce del governo di Naypyidaw ha dichiarato a Reuters che coloro che rientreranno in patria potranno fare domanda per ottenere la cittadinanza (superati i dovuti controlli). I Rohingya sono apolidi, per approfondire clicca qui.


Nuovo nemico, nuova strategia

Mercoledì 17 Gennaio il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha dichiarato che ora che l’ISIS ha perso la sua dimensione territoriale in Siria, gli Stati Uniti intensificheranno gli sforzi diplomatici e manterranno truppe sul territorio con l’obiettivo di contenere l’influenza dell’Iran, prevenire nuove minacce jihadiste, supportare un processo di transizione politica, creare le condizioni per il rimpatrio sicuro e volontario dei siriani.


Terrore a Kabul

Almeno 18 persone sarebbero rimaste uccise nell’attentato che sabato 20 Gennaio ha sconvolto il Luxury Kabul Hotel. Il portavoce dei talebani Zabiullah Mujahid ha dichiarato l’appartenenza al gruppo di cinque assalitori, mentre il ministro degli Interni afghano da la colpa al network affiliato Haqqani, che nel 2011 ha causato la morte di 21 persone nello stesso hotel.

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Anno nuovo vita (politica) nuova

Il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha annunciato domenica 14 Gennaio che si ricandiderà alla guida di un blocco inter-etnico, la “Victory Alliance,” alle elezioni che si terranno in Iraq nei prossimi mesi. La nuova formazione ha già ricevuto il sostegno di un potente gruppo sciita vicino all’Iran. Haider al-Abadi è salito al potere nel 2014 succedendo a Nuri al-Maliki, accusato dai politici iracheni della disfatta dell’esercito di fronte alla conquista di ISIS di un terzo del paese. Anche Maliki tuttavia, a capo del partito sciita Dawa, ha annunciato che parteciperà alle elezioni, che si sarebbero dovute tenere il 12 Maggio, ma che il Parlamento di Baghdad riunitosi nella giornata di sabato 20 Gennaio, ha deciso di posticipare, così da permettere alle centinaia di migliaia di sfollati di ritornare a casa.


Il primo anno di Trump alla Casa Bianca

Il 20 Gennaio 2017 Donald Trump diventava il 45 Presidente degli Stati Uniti d’America. Il The Guardian raccoglie le foto più bizzarre di questi primi 365 giorni.


Un viaggio difficile

Papa Bergoglio è tornato in Sudamerica. La visita ufficiale lo ha portato in Cile e in Perù. La prima parte del viaggio è stata segnata da numerose manifestazioni e altrettante proteste. In Cile la Chiesa Cattolica è nell’occhio del ciclone per numerosi casi di abusi sessuali compiuti da preti cileni e emersi recentemente, motivo per il quale Bergoglio ha iniziato il suo viaggio chiedendo pubblicamente scusa alle vittime, a cui sono stati arrecati “danni irreparabili.”

Contemporaneamente però si è rifiutato di incontrare le vittime di Fernando Karadima così come di riconsiderarela nomina di Juan Barroso, Vescovo della Diocesi di Osorno. Di natura diversa le manifestazioni organizzate in giro per il paese; a Santiago c’è stato chi ha protestato contro gli elevati costi della visita del pontefice e chi contro la nomina del Vescovo Juan Barros (voluta da Bergoglio nel 2015) accusato di aver coperto per anni le molestie ai danni di minori del suo padre spirituale Fernando Karadima. Francesco, incalzato da una giornalista, ha difeso il Vescovo: «Il giorno che qualcuno mi porterà una prova contro il vescovo Barros allora parlerò. Ma finora non c’è nemmeno l’ombra di una prova. È tutta calunnia. È chiaro?». 

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Meglio di no

Il Levada Centre, il più importante centro statistico indipendente russo, non pubblicherà alcun sondaggio riguardante le elezioni presidenziali che si terranno in Russia il prossimo Marzo. L’Istituto, infatti, teme che eventuali rilevazioni statistiche possano essere interpretate come un’intrusione negli affari interni del paese. Dal 2016, il Levada Centre è stato inserito dalle autorità russe nella lista dei “Foreign agents.”


Omicidi mirati?

Oliver Ivanovic, leader politico serbo, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco fuori dagli uffici del suo partito nella città di Mitrovica, nel nord del Kosovo. L’assassinio è giunto nelle stesse ore in cui a Bruxelles si stavano tenendo dei colloqui mediati dall’Europa tra il governo serbo, che tutela la minoranza serba in Kosovo, e il governo kosovaro, a maggioranza albanese. Alla notizia dell’attentato, i negoziatori di Belgrado hanno abbandonato il tavolo dei colloqui e le autorità kosovare hanno indetto un Consiglio di Sicurezza Nazionale. Nel 2016 Ivanović era stato condannato da un Tribunale del Kosovo per crimini di guerra commessi contro la popolazione civile nel 1999 durante la guerra in Kosovo, ma la sentenza era stata poi impugnata ed è tuttora in corso un nuovo processo a suo carico. Non sono note le identità dei sicari, ma si teme che l’assassinio serva a sabotare il processo di pace tra Serbia e Kosovo che era appena ripreso.


Guerra alla plastica

La Commissione Europea ha presentato martedì 16 Gennaio una strategia (ottimista) per combattere la dipendenza del continente dalla plastica, che entro il 2030 dovrà essere esclusivamente riciclabile. L’Europa produce ogni anno 26 milioni di tonnellate di materie plastiche di cui solo il 30% viene riciclato, mentre il resto o incenerito o stoccato in discarica. Politico.EU sottolinea come la campagna contro i rifiuti di plastica annunciata da Bruxelles sia da mettere in relazione alla decisione cinese (risalente a un anno fa e messa in pratica dal 1 Gennaio 2018) di non smaltire più 24 tipi di rifiuti solidi prodotti da altri (europei inclusi). Qui il comunicato stampa.


I giusti tra le nazioni

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha onorato, durante una visita all’ex consolato nipponico in Lituania, un diplomatico giapponese che nel 1940 salvò circa 6.000 ebrei da una morte quasi certa. Chiune Suhigara prestava servizio come console a Kaunas, allora capitale della Lituania, quando disobbedì ai suoi superiori e rilasciò visti giapponesi agli ebrei in fuga dalla Polonia occupata dai nazisti, nonostante il suo Paese fosse uno stretto alleato della Germania nazista. La visita di Abe in Lituania, la prima di un primo ministro giapponese, giunge mentre il Giappone cerca maggiore cooperazione internazionale di fronte alle crescenti tensioni sui programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord.


Unità nazionale?

Domenica 21 Gennaio l’assemblea dell’SPD riunita per un Congresso Straordinario deciderà se avviare o meno le negoziazioni ufficiali per la formazione di una nuova alleanza di governo (la terza) con la CDU di Angela Merkel, tuttavia la base elettorale del partito socialdemocratico, riunita nel movimento #NOGROKO (No Größe Koalition) si oppone a tale eventualità.


Santuario

È stata lanciata una campagna globale per trasformare un enorme tratto di mare attorno all’Antartico nel santuario più grande del mondo, proteggendo la fauna selvatica e aiutando la lotta contro il cambiamento climatico. L’enorme riserva di 1,8 milioni di kmq, cinque volte più grande della Germania, vieterebbe ogni attività di pesca in una vasta area del Mare di Weddell e intorno alla Penisola Antartica, salvaguardando specie quali pinguini, orche e balene blu. L’idea non è nuova ed è stata originariamente presentata dall’UE oltre che sostenuta da una campagna di Greenpeace. La proposta ha già il sostegno di diversi Paesi e precederà una conferenza delle nazioni antartiche.

(The Zeppelin cc by nc nd)

Foto DFID UK cc by,
Cámara de Diputados de Chile cc by nc nd,
pixabay

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