Osce, inizia la presidenza italiana. Slovacchia a capo del Forum per la sicurezza

L’Italia ha assunto dal 1° gennaio la presidenza dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che terrà per tutto il 2018. L’OSCE è la più vasta organizzazione regionale per la sicurezza al mondo, con 57 Stati partecipanti dell’Europa, del Nord America e dell’Asia, nata in piena guerra fredda in seguito agli accordi di Helsinki del 1975, per favorire il dialogo tra i due blocchi ed evitare l’innerscarsi di crisi. La presidenza italiana, che fa seguito a quella austriaca del 2019 e precede quella slovacca del 2019, è stata aperta dal ministro degli Esteri Angelino Alfano l’11 gennaio a Vienna, dov’è la sua sede. Alfano ha detto che la guida italiana ha in programma la volontà di incarnare lo “spirito di Helsinki”, con un rilancio del dialogo tra Est e Ovest.

Priorità principale della presidenza italiana sarà spostare l’attenzione della comunità internazionale sul Mare Nostrum, il Mediterraneo, con i suoi flussi migratori e le implicazioni per la sicurezza regionale, e promuovere l’attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza ONU su “Donne, Pace e Sicurezza”, sempre nel contesto mediterraneo.

Il governo della Slovacchia ha affermato al proposito con una nota del ministero degli Affari esteri ed Europei, rilanciata dall’Ambasciata slovacca a Roma, di «compiacersi delle priorità della presidenza italiana dell’OSCE». «La Slovacchia, che insieme con l’Italia fa parte della cosiddetta troika presidenziale, si preparerà in questi dodici mesi alla presidenza dell’OSCE nel 2019. Con gli italiani ci identifichiamo, tra l’altro, nell’idea che per garantire la pace in Europa sia necessario trovare una soluzione politica alla crisi in Ucraina orientale e progredire nella risoluzione dei conflitti sospesi in Transnistria, Nagorno-Karabakh e nel Caucaso. Dobbiamo anche unire le forze per affrontare le sfide connesse con il terrorismo, la radicalizzazione, la xenofobia e le minacce alla sicurezza informatica.

In questo primo trimestre del 2018 la Slovacchia è a capo del Forum for Security Co-operation dell’OSCE, la cui sessione è stata aperta mercoledì a Vienna dal sottosegretario agli Esteri slovacco Lukas Parizek che ha illustrato il programma che il suo governo intende portare avanti a partire dal proseguimento del lavoro di modernizzazione del Documento di Vienna del 1999 per il rafforzamento della fiducia e sicurezza. Tre sono le parole chiave citate dal segretario di Stato: inclusività, trasparenza e cooperazione, che guideranno l’azione slovacca nella conduzione del Forum.

Secondo Parizek «la Slovacchia sosterrà anche ogni proposta politica fattibile che porterà a una soluzione pacifica nella regione del Donbass». Si concentrerà inoltre sui lavori riguardo l’attuazione dei documenti sulle armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e sulle scorte di munizioni convenzionali (SCA), l’affidabilità delle informazioni militari, gli sforzi internazionali di contrasto alla diffusione illecita di armi di distruzione di massa e sulle sinergie regionali negli affari militari. La Slovacchia è in testa al forum durante il primo trimestre del 2018 e fino alla fine della pausa pasquale.

La presidenza slovacca del Forum per la sicurezza dell’OSCE, che si concluderà ai primi di aprile dopo la pausa pasquale, sarà seguita nel 2019 dalla prima presidenza del paese dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in cui è stata accolta venticinque anni fa, il 1° gennaio 1993, quando la Slovacchia divenne uno Stato indipendente.

(La Redazione)

Foto osce.org
OSCE/Micky Kroell cc by nd
OSCE/Evgeny Maloletka c by nd

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