Detti e proverbi – Vrana k vrane sadá, rovný rovného si hľadá

Gentili lettori dei Detti e proverbi slovacchi,
con l’occasione del nostro primo incontro di quest’anno vi auguro un 2018 sereno, ricco di belle sorprese e di progetti realizzati.

Una volta le nuvole nere di cornacchie, vrany – non dissimili ai film di Hitchcock – erano caratteristiche per i campi invernali della pianura danubiana. Oggi vrany danno impressione di non migrare più, ci sono sia d’estate sia d’inverno, v zime – v lete. La cornacchia nera, vrana, appare in diversi detti e proverbi, oggi ne scopriamo i due più diffusi.


Vrana vrane oko nevykole

Questo detto parla di cornacchie ma vorrebbe applicarsi anche al genere umano. Dice che “una cornacchia all’altra cornacchia l’occhio non cava”. Quante volte lo sentiamo dire: ma siamo tutti sullo stesso treno, non pestiamoci i piedi! Ormai siamo tutti coinvolti, non picchiamoci almeno tra di noi! Purtroppo ho la sensazione che il genere umano abbia qualche difficoltà con questo detto, non sono affatto convinta che una parte degli umani non sia più che ben disposta a nuocere ai propri simili, non per bisogno ma per pura cattiveria. Forse gli animali ci potrebbero insegnare qualcosa.

Ma non vogliamo qui tenere le lezioni di psicologia, perciò procediamo.


Vrana k vrane sadá, rovný rovného si hľadá

Nelle frequentazioni di ogni giorno si tende a cercare persone caratterialmente e ideologicamente affini. Le persone simili si cercano, si riconoscono, si raggruppano. Vrana k vrane sadá, rovný rovného si hľadá. La cornacchia si posa accanto alla cornacchia, ogni simile cerca/desidera il suo simile. Il detto si applica sia in ambito di interessi, per dire per esempio che uno sportivo si trova bene nel dialogo con un’altra persona appassionata allo sport, o un musicista con un altro musicista, ma anche per indicare la tendenza criminale (tipicamente i ladri si cercano) o livello intellettivo (gli studiosi in generale stanno meglio con altri studiosi piuttosto che con persone che non condividono la loro specializzazione). Anche gli antichi romani lo sapevano: Aequalis aequalem delectat.

Volendo, il detto rovný rovného si hľadá può essere esteso anche come raccomandazione relativamente al matrimonio: non prendere sposo/sposa che non è un tuo simile, altrimenti saranno guai.

Questo angolo di vista lo riassume in modo appropriato il detto italiano “donne e buoi dei paesi tuoi”. Aggiungiamo pure tra queste saggezze popolari anche il detto Iný kraj, iný mrav – “paese che vai, usanza che trovi”. Ma non conoscevamo questi proverbi, quando abbiamo scelto il nostro sposo, la nostra sposa oltre frontiera? Perché non potevamo scegliere semplicemente la Beppa/il Beppe della casa accanto? E come faremo a convivere tra le lasagne e la pasta al papavero e zucchero, tra il minestrone di verdura e la zuppa di crauti, tra la cotoletta milanese e il petto di tacchino ripieno con formaggio e mirtilli? Per non parlare delle centinaia di situazioni quotidiane che ci fanno quasi-quasi pensare di aver sposato non uno/a straniero/a, ma addirittura un/un’extraterrestre? Ah, amore, amore, quanti miracoli tu fai… in effetti, lo dice anche il proverbio: Láska hory prenáša, “l’amore smuove i monti”. E così sia!

(Michaela Šebőková Vannini  ―  vedi il suo blog)

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