Viaggio a Palermo, Capitale italiana della cultura 2018 – parte 1/3

Scelta un anno fa dalla giuria del ministero dei Beni culturali tra dieci città candidate, Palermo è Capitale italiana della Cultura per il 2018. Proponiamo qui una breve fuga nel capoluogo normanno, città con una storia millenaria di luoghi unici e caratterizzata da un’affascinante mescolanza di culture che convivono da secoli. Un itinerario di 3 giorni, dove sarà impossibile non innamorarsi della conca d’oro, dei suoi vicoli, dei mercati, dei percorsi sotterranei, tra le deliziose brioche con gelato, il buon rosso siciciliano e la meravigliosa spiaggia di Mondello.

Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018

È Palermo la Capitale italiana della cultura per il 2018. L'annuncio è stato dato oggi dal ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini. A concorrere per il titolo insieme al capoluogo siciliano, le città di Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna Recanati, Settimo torinese, Trento e l' Unione dei comuni elimo-ericini (Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice).Oltre al titolo, alla città andranno un milione di euro e l'esclusione dal patto di stabilità delle spese per gli investimenti necessari per realizzare i progetti. Il totale degli investimenti previsti, ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, è di 6,5 milioni di euro.«Progetto originale e respiro umanitario»«La candidatura – recita la motivazione scritta dalla giuria e letta oggi dal ministro Franceschini – è sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all'inclusione alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee». Secondo i giurati il progetto palermitano «è supportato dai principali attori istituzionali e culturali del territorio – si legge ancora – e prefigura anche interventi infrastrutturali in grado di lasciare un segno duraturo e positivo. Gli elementi di governance, di sinergia pubblico-privato e di contesto economico, poi, contribuiscono a rafforzarne la sostenibilità e la credibilità».Franceschini: competizione virtuosa che promuove progettazione«Abbiamo visto che questa competizione virtuosa genera un meccanismo di partecipazione condivisa. Essere nella short list è un po' come ricevere una nomination all'Oscar: consente di lavorare molto anche in termini di progettazione e promozione» detto Franceschini, annunciando che « nel 2018 verrà designata la capitale italiana del 2020 che avrà quindi due anni a disposizione per realizzare al meglio il progetto».Il sindaco Orlando: «Una vittoria di tutti»«Abbiamo vinto tutti, perchè siamo stati capaci di narrare le bellezze dei nostri territori» ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha aggiunto: «La cifra culturale più significativa che rivendichiamo è la cultura dell'accoglienza. Rivendichiamo il diritto di ogni essere umano di essere e restare diverso ed essere e restare uguale». Orlando ha poi descritto le iniziative inserite nel dossier della candidatura risultato vincente. Sono previsti «due tipi di investimento: specifici di circa 6milioni e mezzo di euro, più altri 70 che avremmo speso comunque», che serviranno per «tanti progetti», tra cui il Festival delle letterature migranti, il coro arcobaleno, la Biennale di arte sacra e quella dell'Arcipelago Mediterraneo. Senza dimenticare Manifesta, «la più grande biennale di arte itinerante che nel 2014 si è tenuta a San Pietroburgo con un milione e 400mila visitatori. Nel 2016 sarà a Zurigo- ha detto Orlando- e nel 2018 si terrà a Palermo, segno di un cammino che ha compiuto la città. Ed è stata scelta Palermo rispetto a Praga e città svedesi per questo nostro messaggio di arte migrante, di contaminazione». E quando qualcuno chiede al sindaco quanti sono i migranti nella sua città, lui risponde: «Io dico nessuno. Perchè chi risiede a Palermo diventa palermitano. Il migrante che arriva a Palermo è un ex migrante». E «la nostra proposta al mondo – continua – è ben precisa: considerare la mobilità umana un diritto inviolabile. Noi siamo per abolire il permesso di soggiorno, che è una nuova schiavitù».Grasso: «Ripartiamo dalla bellezza»Su Twitter arrivano i complimenti alla città da parte del presidente del Senato, Pietro Grasso, che scrive: «Complimenti alla mia Palermo, Capitale Cultura 2018. Ripartiamo dalla bellezza della nostra storia, dei paesaggi, della nostra terra».Alfano: Lo stesso fa il ministro degli Esteri, Angelino Alfano: «Palermo Capitale cultura 2018 la conferma di come un passato ricco di storia e cultura sia la chiave per un futuro vincente orgoglioSicilia», scrive sui social. La vittoria del capoluogo siciliano è «una bellissima notizia» anche per il ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti: «Un riconoscimento meritato – dice – che rappresenta uno sprone per l'intero Mezzogiorno ad usare anche la leva della cultura per la ripresa economica dell'intero territorio».

Posted by San Vito lo Capo e Terre d'Occidente on 26. február 2017

Mercati storici nei vicoli più angusti della città, carrettini guidati da cavalli o rudimentali tricicli che portano i turisti per le strade del paese, ma anche brioche, arancini e testimonianze storiche che appaiono all’improvviso in ogni angolo della maestosa città e la impreziosiscono lasciando i visitatori a bocca aperta. Tutto questo è Palermo, una città da non perdere durante un viaggio in Sicilia. A prima vista può apparire un po’ caotica, ma la musica, i colori sgargianti, gli odori, ma anche il traffico, contribuiscono al suo fascino di città avvolgente e calorosa, dove convivono fianco a fianco culture diverse, soprattutto una miscela ben riuscita tra stile arabo ed europeo. Molti degli edifici più antichi del centro storico risalgono al periodo in cui la Sicilia si trovava sotto il Regno Normanno, nonostante le chiare influenze arabe, bizantine e spagnole. Esempi sono la Cattedrale, la Cappella Palatina e la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti.

Tutte queste contaminazioni sono dovute alla miriade di popoli che sono passati su questa terra. Palermo è stata fondata dai Fenici e fu successivamente romana, araba, francese, tedesca e spagnola. Durante la sua storia ha sofferto molto per le lotte che l’hanno dilaniata nel corso dei secoli, ma miracolosamente ha conservato testimonianze delle epoche araba e normanna e anche di numerosi edifici barocchi. La città raggiunse il periodo di massimo splendore durante la dominazione araba, dal IX al XI secolo, quando divenne una delle città più ricche del Mediterraneo e dell’Europa, famosa per i suoi giardini, moschee ed eleganti palazzi, e diventando il principale porto orientale per l’Occidente. Dopo essere stata conquistata dai Normanni, nel 1060, molti palazzi ed edifici storici vennero distrutti, e ne vennero costruiti di nuovi, contribuendo a formare l’ambiente cosmopolita che esiste oggi, definito stile arabo – normanno di Sicilia.

Anche se il capoluogo meriterebbe più tempo per essere visitato e vissuto fino in fondo, cercheremo di racchiudere in 3 giorni quanto più possibile di questa meravigliosa meta di vacanza in Italia. L’itinerario ci porterà alla scoperta prima del centro storico, di tutte le bellezze artistiche disseminate a Palermo e dintorni, insieme alla cultura siciliana che vive nei mercati storici di Ballarò e Vucciria. Il viaggio continuerà poi verso il mare, in direzione Mondello, una città sia balneare che culturale.


Giorno 1: il centro città


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Il nostro itinerario parte dalla visita al centro della città di Palermo. Se alloggiamo nei dintorni di piazza Politeama il nostro tour può partire proprio da lì. Di fronte a questa piazza si ammira il Teatro Politeama, che risale all’800 e mostra un frontale ad Arco e forma sferica con un colonnato e la statua di Ruggero Settimo. Scendendo si giunge alla via dello shopping, vale a dire via R. Settimo, fino ad arrivare al Teatro Massimo in piazza Verdi (foto sotto), il terzo teatro lirico d’Europa per dimensioni: si narra sia infestato dal fantasma di una suora, la cui tomba fu profanata involontariamente durante la costruzione del teatro.

Girando dietro al teatro passando per porta Carini si giunge al Mercato del Capo, ed alla chiesa dell’Immacolata Concezione e a quella di Sant’Agostino. Siamo in pieno centro storico, dove sfrecciano senza sosta le carrozzelle con turisti a passeggio. Proseguendo per viuzze arriviamo alla maestosa Cattedrale S. Vergine Maria Assunta, in stile gotico (foto sotto), anche moschea quando i saraceni invasero Palermo: all’interno si trovano pregevoli opere di maestri siciliani e la cappella di Santa Rosalia, con le sue reliquie e le tombe reali.

Dopo un breve spuntino in una delle tante rosticcerie della città si può continuare la passeggiata verso Porta Nuova e il Palazzo dei Normanni, sede della Regione (foto sotto, esterno). All’interno del Palazzo dei Normanni si trova la cappella Palatina (foto sotto), il cui biglietto d’ingresso costa 7 euro.  Si tratta di una delle chiese più belle al mondo, con tanti marmi ed intarsi ispirati al periodo bizantino. Uscendo dalla chiesa si passa per San Giovanni degli Eremiti, che ha una struttura molto particolare sormontata da cupole rosse che ricordano una moschea.

Un vista molto interessante è al convento dei cappuccini nelle cui Catacombe vi sono 8000 corpi mummificati (sotto). La particolarità di queste catacombe sta nel modo in cui i corpi erano imbalsamati, che ha permesso loro di conservarsi benissimo. La salma della piccola Rosalia, il cui volto intatto le è valso il soprannome di bella addormentata, è tra le mummie in Italia più famose. Dopo questa visita macabra si prosegue entrando in Ballarò, rimasto il maggior mercato della città. In questi mercati si vende davvero di tutto tra urla e grida di venditori.

Da qui si può rientrare verso i Quattro Canti, piazzetta del 1600 con 4 angoli smussati ed occupati da edifici barocchi con  le 4 fontane che ne decorano gli angoli.

 

Continua …

(Stefania Lombardi via Fanpage, cc-by-nc-nd)


Foto pixabay CC0, Dzidzidzi cc by sa, santiago lopez-pastor cc by nd, jafsegal cc by, Archeologo cc by sa, ildirettore cc by, B. N. González cc by sa

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