Ministro Madaric: pronte due proposte per il finanziamento delle chiese

Il ministro della Cultura ha preparato due proposte per la separazione tra Stato e chiese che verranno presentate al consiglio della coalizione, composto da rappresentanti dei partiti di governo Smer-SD, Partito Nazionale Slovacco (SNS) e Most-Hid, entro il mese di marzo. Il ministro Marek Madaric (Smer) ha detto, dopo aver partecipato a un incontro del presidente della Repubblica Andrej Kiska con i rappresentanti delle chiese e comunità religiose, che le due proposte sono leggermente differenti, in quanto una è stata elaborata dal ministero e l’altra dalle chiese. Madaric ha detto di non essere d’accordo con chi vorrebbe semplicemente smettere di dare soldi pubblici alle chiese, e dunque fare una rigida separazione finanziaria tra Stato e chiese, perché è necessario riconoscere a queste ultime l’importante ruolo civile e di assistenza che svolgono nei settori sanitario, educativo e sociale, ha detto.

La prima bozza di proposta legislativa, preparata dal suo dicastero sotto il quale ricadono i rapporti con le religioni, prevede che i finanziamenti dello Stato vengano adeguati parzialmente al numero di devoti che si riconoscono nelle singole fedi religiose, e dovrebbero coprire un certo ammontare di spese per le loro funzioni sociali. L’altra proposta è stata redatta dai rappresentanti religiosi stessi, come sunto tra le opinioni delle diverse religioni, e come ha detto il ministro differisce solo di poco.

La proposta di Madaric vorrebbe anche semplificare la regolazione del finanziamento delle chiese, riconducendo il controllo a una sola legge, mentre oggi sono due diversi provvedimenti a regolare tale sistema di fondi.

La Conferenza episcopale della Chiesa cattolica (KBS), nella quale si riconosce il 62% degli slovacchi, ha affermato di apprezzare gli sforzi del ministro per aggiornare il sistema di finanziamento delle chiese in base al numero dei fedeli.

Da tempo si discute di come riorganizzare le sovvenzioni alle organizzazioni religiose. In passato i partiti di opposizione avevano proposto di finanziare le chiese da parte dei fedeli su base volontaria, tramite una percentuale detratta dalle loro tasse, come accade in Italia con l’8 per mille. Sono 18 le chiese e i movimenti religiosi ufficialmente riconosciuti in Slovacchia, che nel 2018 hanno incassato globalmente 41 milioni di euro dallo Stato. Oltre la metà della somma (22 milioni) è andata alla Chiesa cattolica romana.

Lo scorso anno una modifica legislativa ha aumentato a 50.000 il numero di fedeli per il riconoscimento ufficiale – e di conseguenza il finanziamento – delle comunità religiose. La mossa, spinta dal partito nazionale SNS, aveva lo scopo di prevenire la possibilità che anche i musulmani, oggi stimati a circa 5.000 fedeli, potessero aspirare a sussidi pubblici.

(Red)

Foto Melissa Wiese cc by 2.0

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