L’Euro ha frenato anche la Germania

Il quotidiano tedesco Die Welt, vicino alle posizioni di Angela Merkel, dà spazio a sorpresa a uno studio di alcuni economisti della BCE che risulta altrettanto sorprendente, per via di un’analisi fortemente critica della moneta unica. Invece che far convergere le economie dei Paesi membri, l’Euro ne ha amplificato le divergenze, portando al crollo del reddito pro capite di nazioni che potevano contare su economie floride prima dell’aggancio valutario, prima tra tutte l’Italia. Nonostante, come prevedibile, la ricerca indichi tra le concause della crisi alcuni dei consueti mantra liberisti, si tratta della prima volta che un’istituzione come la BCE ammette ufficialmente le asimmetrie provocate dall’Unione monetaria.

[di Anja Ettel, Holger Zschäpitz, Die Welt 04/12/2017] – Quando gli economisti della Banca centrale europea (BCE) elaborano delle ricerche su temi cardine dell’Unione, in genere sono gli stessi “guardiani della moneta” ad invitare i giornalisti alla discussione, prima ancora della pubblicazione ufficiale dei documenti.

Gli studi elaborati dai ricercatori della BCE sono talmente numerosi che, senza il necessario briefing con la stampa, la maggior parte rischierebbe di finire nel dimenticatoio dell’opinione pubblica senza colpo ferire.

Non sorprende quindi che anche la ricerca più recente, un’osservazione a lungo termine sulla “convergenza reale nella zona euro”, valesse una tavola rotonda. In fin dei conti, si tratta di una delle questioni più delicate dell’unione monetaria.

Nello specifico, si tratta di comprendere se l’Euro, sin dalla sua introduzione nel 1999, abbia effettivamente soddisfatto l’obiettivo che si era posto, ovvero quello di diventare il motore dell’integrazione economica dell’Europa, o se, al contrario, abbia ampliato il divario tra le economie degli Stati membri. Lo studio emerso dai ranghi degli economisti della BCE giunge a conclusioni poco lusinghiere. Anche a 18 anni dall’introduzione della moneta unica, persiste nell’area valutaria un forte divario nord-sud. Anzi, dalla crisi finanziaria del 2008 a oggi, la distanza tra i paesi dell’Eurozona è persino aumentata. […continua…]

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Foto D. Hartmann cc by nc sa

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