Elezioni in Italia del 4 marzo 2018: il voto degli elettori temporaneamente in Slovacchia

Passata la scadenza odierna (10 giorni dall’indizione della data per le elezioni), entro la quale gli italiani residenti all’estero potevano chiedere di votare nel proprio comune in Italia, l’Ambasciata a Bratislava informa ora sul proprio sito anche sulle modalità del voto per i connazionali che si trovano temporaneamente in Slovacchia. Nel frattempo, con decreto del 28 dicembre il Presidente Mattarella ha fissato la data per le elezioni parlamentari a domenica 4 marzo 2018.

Gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel corso del quale ricade la data di svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Parlamento, nonché i familiari con loro conviventi, potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani (legge 459 del 27 dicembre 2001, comma 1 dell’art. 4-bis), ricevendo la scheda al loro indirizzo all’estero.

Per partecipare al voto all’estero, tali elettori dovranno – entro il 31 gennaio 2018 – far pervenire l’apposita opzione al proprio Comune d’iscrizione nelle liste elettorali. L’opzione è revocabile, purché la revoca sia fatta entro lo stesso termine. Si ricorda che l’opzione è valida solo per il voto cui si riferisce (in questo caso, per le votazioni del 4 marzo 2018).

L’opzione per il voto all’estero per corrispondenza (qui il fac-simile) può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano al Comune anche da persona diversa dall’interessato.

La dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e obbligatoriamente corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore, deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui recapitare il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova – per motivi di lavoro, studio o cure mediche – in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle consultazioni; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni).

La dichiarazione va resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), dichiarandosi consapevoli delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci (art. 76 del citato DPR 445/2000).

In ogni caso, scrive l’Ambasciata, l’Ufficio Consolare di Bratislava è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento. QUI i contatti.

(Red)

2 Commenti

  1. E’ stato un errore di editing, l’articolo è stato corretto e l’opzione scade oggi

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