Cosa c’entra la Befana con l’Epifania?

In effetti, niente. La Befana ha in comune con l’Epifania solo il fatto che il suo nome è una storpiatura di quello della festa del 6 gennaio. Per il resto, la storia della ricorrenza collegata all’adorazione di Gesù da parte dei magi e quella della vecchina vestita di stracci che distribuisce dolci ai bambini buoni nelle calze volando su una scopa non sono collegate in alcun modo.

La collocazione al 6 gennaio, dodici giorni dopo il Natale, sarebbe legata al significato magico del numero 12, ma forse anche alla fine delle celebrazioni dei festeggiamenti per il Solstizio e il culto di Mitra voluti dall’imperatore Aureliano, che iniziavano il 25 dicembre.

La Befana, invece, viene da tutt’altra tradizione. La donna che vola su una scopa avrebbe a che fare con culti dell’antica Roma legati alla dea Diana, protettrice dei boschi e della natura, e a riti per la fertilità dei campi: donne volanti nelle notti dopo il solstizio d’inverno avrebbero portato prosperità dei raccolti. Le fonti su questo sono molto incerte.

Di sicuro i riti della Befana sono diffusi in tutta Italia dal Medioevo e spesso hanno a che fare con fuochi e falò. In tempi più recenti, al suo successo nel nostro Paese ha contributo anche il fascismo, con la “Befana fascista” istituita nel 1928: una festa per i bambini organizzata sfruttando una serie di tradizioni e manifestazioni che già esistevano. All’estero invece della Befana quasi non c’è traccia e l’Epifania riguarda solo i magi. L’unica parente stretta della vecchia vestita di stracci è Perchta, o Berchta, una donna a volte giovane e bella e a volte vecchia e brutta che in tutta la regione della Alpi, dalla Svizzera alla Baviera e all’Austria, si comporta un po’ come la Befana, volando, entrando nelle case, portando doni ai bambini.

[Anche in Slovacchia l’italiana Befana non esiste, e il 6 gennaio è solo la festa dei “tre re” – Traja králi. Il lavoro della Befana qui lo svolge Mikuláš, San Nicola, la notte tra il 5 e 6 dicembre, come anticipo di tutte le feste natalizie (mentre al contrario l’Epifania “tutte le feste si porta via”), lasciando i doni – o il carbone – nella calza appesa dai bambini – ndr].

E però in Spagna, dove la Befana non c’è, i magi portano regali e ai bambini cattivi o bugiardi consegnano carbone, spesso carbone dolce, proprio come succede da noi. Mentre nel mondo anglosassone la calza serve per i regali di Natale.

(Paolo Magliocco via lastampa.it cc by nc nd)

 


Illustr. pixabay

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