Paese che vai, Natale che trovi

C’è chi a Santa Claus lascia latte e biscotti. E chi invece un cicchetto di brandy o wiskey (in Inghilterra). Ma questa è solo una delle tante «stranezze» con cui si celebra il Natale nel mondo.

In Groenlandia niente panettoni e pandori: il 25 dicembre è il giorno di Mattak, la pelle con il grasso di balena (foto sotto), e Kiviak, uccello artico stufato nella pelle di foca, che viene disseppellito dopo mesi di fermentazione sottoterra.

In Etiopia il Natale si festeggia il 7 gennaio. La gente indossa vestiti bianchi e gli uomini giocano a ganna con bacchette e palline di legno.

In alcuni villaggi rurali del Galles, un uomo viene scelto ogni Natale per il Mari Lwyd, una tradizione che consiste nel girare per le strade cittadine con un teschio di cavallo fissato ad un bastone, coperto da un telo bianco (foto sotto).

In Norvegia a regnare è la superstizione: qui si ritiene che gli spiriti maligni abbiano libera uscita proprio a Natale e che infestino case e strade alla ricerca di scope da rubare. Per questo, tradizione vuole che vengano nascoste, o messe sotto chiave, tutte le scope di saggina. Le pulizie? Solo da Santo Stefano.

In Venezuela, la mattina del 25 dicembre si va a messa. Non a piedi ma in pattini a rotelle: a Caracas, addirittura, vengono create delle piste addobbate per garantire a tutti una traversata sicura.

In Svezia, nella piazza del Castello di Gävle, dal 1966 si costruisce una capra Yule alta 13 metri (foto sopra). Una «tradizione» che ne ha involontariamente innescata un’altra: quella di dar fuoco alla capra di paglia. In cinquant’anni, l’impresa è riuscita 29 volte. L’ultima, proprio lo scorso anno.

In Repubblica Ceca, la mattina di Natale le «zitelle» si posizionano davanti all’uscio di casa armate di una scarpa con la punta. Non per colpire in testa e rapire qualcuno, bensì per scoprire se troveranno l’amore. Un po’ come fanno le spose con il bouquet, lanciano la scarpa: se atterrerà con la punta rivolta verso la porta, il principe azzurro sta per arrivare.

In Giappone il Natale è sentito come se fosse San Valentino, una festa per innamorati. Solo le coppie si scambiano doni, che per convenzione devono essere rifiutati almeno tre volte prima di essere accettati. Altra usanza diffusa nel Sol Levante è quella di mangiare pollo fritto: una tradizionale «abbuffata» di famiglia da record, visto che durante il periodo natalizio si registrano fino a dieci volte in più delle consuete vendite (foto sopra).

(Noemi Penna via lastampa.it cc-by-nc)


Foto and in 9th place… cc by nc nd, 
Lisa Risager cc by sa, Seppo Laine cc by, Hogyncymru cc by sa,  Danny Choo cc by nc sa

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.