Grande festa a Bratislava per i 25 anni di Slovakia Group

Si è svolta sabato 16 dicembre a Bratislava la festa per i 25 anni di attività di Slovakia Group s.r.o., una delle società di servizi e consulenza italiane più longeve in Slovacchia. Con quasi centocinquanta ospiti tra fondatori, clienti, istituzioni, dipendenti, collaboratori e amici la serata è stata molto partecipata ed è trascorsa in buonumore tra cibo e musica italiana.

Venticinque anni fa, nell’agosto del 1992, nasceva Slovakia Group (allora con il nome di Abaco Slovakia), che veniva registrata ufficialmente presso il registro delle imprese il 18 dicembre dello stesso anno, appena tredici mesi dopo la Rivoluzione di Velluto che riportò la democrazia nell’allora Cecoslovacchia. Un compleanno che è costato fatica e pazienza al suo fondatore e principale propulsore Loris Colusso, e al quale hanno contribuito nel corso degli anni tante persone che ci hanno messo la loro esperienza e il loro lavoro quotidiano. In questo quarto di secolo Slovakia Group ha seguito, aiutato e supportato molte imprese italiane a stabilirsi, avviare un business e fare attività in Slovacchia.

Il primo contatto di Colusso con queste terre è avvenuto però molto prima, quasi dieci, ai tempi della Repubblica Socialista Cecoslovacca, un passato che egli ha voluto ricordare offrendo come aperitivo un bicchierino di Becherovka, il tipico liquore alle erbe ceco nato a Karlovy Vary due secoli fa.

Nel 1982 Colusso, insieme ad amici, fonda a San Michele al Tagliamento, sua terra d’origine sul confine veneto-friulano, una cooperativa turistica, la Turist coop. Due anni dopo i soci organizzano un viaggio turistico a Bratislava e Praga. Quando nel 1985 la Turist coop, di cui Colusso era vice presidente, apre una attività di agenzia viaggi, il primo tour organizzato dalla nuova Abaco Viaggi è proprio Praga. Una gita non così comune a quel tempo, tanto che quando il pullman arrivò a Pruhonice, un comune della cintura praghese, ad attenderli c’era una delegazione del governo cecoslovacco e del sindacato ROH (Revoluční odborové hnutí, il Sindacato rivoluzionario dei lavoratori).

Nel corso di questo viaggio la più grande organizzazione edile di Praga, la società statale Stavební závody Praha (SZP), propose a Turist coop una attività di scambio turistico senza permuta di valuta, in pratica un baratto di soggiorni a Praga in cambio di soggiorni in Italia, a Bibione, sulla riviera veneta. Colusso firmò la convenzione per Abaco viaggi, praticamente solo contro tutti gli altri soci, e nel 1985 iniziò lo scambio, che si protrasse fino al 1989.

Tra la fine dell’89 e l’inizio del ‘90, mentre la polvere alzata dalla rivoluzione non si era ancora posata, cominciò un intenso flusso di prenotazioni verso Bibione, questa volta a pagamento, da parte di centinaia di cechi che volevano andare al mare e che finalmente potevano scegliersi la spiaggia dopo decenni di Yugoslavia o Bulgaria.

Nei primi mesi del ‘90 la Abaco viaggi fece, sul giornale della capitale Večerník Praha, il primo concorso a premi della Cecoslovacchia, mettendo in palio un soggiorno. Il concorso ebbe un successo enorme, e nell’estate del 1990 Bibione fu invasa da migliaia e migliaia di cechi e slovacchi, tanto che si registrarono chilometri di pullman in coda, in attesa di poter scaricare i passeggeri negli alberghi. Fu così che Bibione scalò le classifiche e in una sola stagione divenne la terza spiaggia d’Italia.

Negli anni successivi ci fu il consolidamento di Abaco viaggi, che aprì sedi e uffici a Praga e Bratislava, e l’apertura nel 1992 a Bratislava, quando ormai la scissione della Cecoslovacchia era stata decisa, di Abaco Slovakia, poi divenuta Slovakia Group, per seguire il traffico di imprenditori italiani che già si dirigeva verso la Slovacchia per fare affari.

La serata celebrativa, organizzata presso il ristorante Dunajský Pivovar, elegante nave ancorata sulla riva destra del Danubio in pieno centro, ha visto una offerta gastronomica mista, con diverse specialità del Belpaese, dalle Alpi alla Sicilia, preparate da alcuni ristoranti italiani a Bratislava, che sono state accompagnate da piatti della tradizione slovacca e ceca. Non è mancato un piatto austroungarico, la jota triestina, una preparazione di crauti acidi, fagioli e carne di maiale. Una specie di borsch, la zuppa conosciuta in Russia e in tutta l’Europa orientale.

Loris Colusso, che è editore del nostro giornale, nel 2016 ha deciso di pubblicare anche un giornale che si rivolge al vasto pubblico di lingua spagnola interessato alla Slovacchia, Buenos diás Eslovaquia. E nel corso della serata di festa ha espresso il desiderio di allargare il portafoglio di testate giornalistiche anche in altre lingue europee.

Ad allietare la serata e unire le nazionalità ci ha pensato il calore della musica italiana che ha visto succedersi diversi cantanti ed ha coinvolto il pubblico nei canti e nelle danze e nella baldoria generale. Ai clienti più affezionati Loris Colusso ha consegnato poi una medaglia d’argento celebrativa fatta coniare appositamente presso la zecca nazionale slovacca di Kremnica.

(PS)

1 Commento

  1. Complimenti per la festa. E per l’ anniversario. Da triestino, pero’, non concordo ne’ con l’origine della jota, che e’ istriana; ne’ con la ricetta che non prevede carne di maiale o salsicce, solo fagioli, patate, verza, aceto bianco, alloro, aglio, olio, cumino. Sale e pepe. Ognuno poi ci mette quello che vuole, ma la jota e’ jota.

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