Corte di Conti: nessun reato penale al ministero degli Esteri per la presidenza UE

La Corte dei Conti slovacca (NKU) non ha trovato reati nell’ispezione relativa agli eventi organizzati dal ministero degli Affari esteri ed Europei legati alla presidenza slovacca del Consiglio UE nel 2016. Lo ha detto il suo presidente Karol Mitrik lunedì spiegando tuttavia che l’ufficio ha individuato una serie di errori che si sarebbero dovuti evitare, rendendo più trasparenti i preparativi per la presidenza. Ad esempio, i funzionari di NKU hanno trovato che non sempre gli addetti del ministero hanno eseguito correttamente le operazioni contabili, violando alcuni requisiti di legge nella registrazione delle fatture dei singoli contratti.

I controlli finanziari presso il ministero sarebbero inoltre stati effettuati soltanto a puro livello formale, ha detto Mitrik, e una certa parte di documenti no avrebbero dovuto essere inseriti nel processo contabile. L’Ufficio ha completato solo una parte dell’inchiesta sul semestre di presidenza slovacca, e in particolare le operazioni eseguite presso il ministero degli Affari esteri che era responsabile della gran parte degli eventi e dell’organizzazione generale. NKU raccomanda che il ministero prenda diverse misure per correggere i problemi sorti, come garantire che gli addenda ai contratti contengano sempre specifiche dettagliate sui prezzi di beni e servizi.

L’organizzazione non governativa Transparency International Slovakia, che aveva lanciato accuse di manipolazioni e corruzione insieme a due ex dipendenti del ministero, che hanno portato all’audit da parte della Corte dei conti, aspetta che venga, spera presto, rilasciato un rapporto completo per avere più elementi a disposizione per commentare il fatto.

Nel novembre dello scorso anno era emersa la questione di eventi eccessivi e troppo costosi per la presidenza UE, per di più affidati ad “amici”. Una ex dipendente del ministero degli Esteri, il dicastero che aveva in carico il coordinamento dell’intero baraccone della presidenza – centinaia di eventi di diverso tipo e valenza con molte migliaia di partecipanti fino ai più alti livelli istituzionali degli Stati membri dell’Unione europea – era uscita allo scoperto dicendosi delusa dall’atteggiamento del ministro quando lei ha tentato di denunciare fatti che erano a suo parere quanto meno poco trasparenti. Zuzana Hlavkova, questo il nome della giovane assunta al ministero per la presidenza dopo un periodo di studio all’estero, si era licenziata nel febbraio 2016, cioè ancora prima dell’inizio del semestre di presidenza (giugno-dicembre 2016), perché non accettava il modo sotterraneo con il quale venivano gestite le questioni finanziarie relative ad eventi di gala come la presentazione del logo ufficiale della presidenza slovacca o l’organizzazione del concerto di apertura del semestre, Viva Europa!, svoltosi sulla piazza di Eurovea nel centro della capitale. Eventi che sono costati centinaia di migliaia di euro e sono risultati eccessivi a parere di diversi osservatori, e decisamente sopra le righe se si confrontano con le presidenze UE di altri paesi membri.

Anche l’Ufficio per gli Appalti Pubblici (UVO), che aveva svolto sulla questione sue ispezioni, aveva stabilito nel mese di luglio che le accuse di corruzione verso il ministero degli Affari esteri ed Europei erano infondate. Gli ispettori avevano affermato che il ministero non ha violato le norme sugli appalti nel commissionare un evento direttamente a una società privata o selezionando una specifica agenzia per un contratto di lavoro.

(La Redazione)


Foto foreign.gov.sk

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