I paesi membri dell’UE uniti nel combattere le frodi IVA

In un incontro a Bruxelles dei rappresentanti dei ministeri delle Finanze e delle amministrazioni finanziarie, gli Stati membri dell’UE hanno concordato di procedere congiuntamente nella lotta alle frodi di Iva, e l’UE garantisce che l’Imposta sul valore aggiunto sia pagata nel paese in cui sono forniti beni e servizi.

Nella riunione la Slovacchia è stata rappresentata dal presidente dell’Amministrazione Finanziaria slovacca Frantisek Imrecze, che è anche capo dell’Organizzazione intra-europea delle amministrazioni fiscali (Iota). Secondo Imrecze, con questa regola una società slovacca che fornisce beni ad una società tedesca, ad esempio, emette fattura con Iva tedesca ma l’imposta viene pagata al fisco slovacco e poi inviata alla corrispondente autorità finanziaria della Germania. I CTP – CertifiedTaxable Persons (soggetti passivi certificati) – continueranno a godere delle norme vigenti quanto a esenzioni fiscali per le vendite intracomunitarie, spiega l’Amministrazione Finanziaria.

Nel combattere le frodi fiscali svolge un ruolo importantissimo la cooperazione internazionale, e la Slovacchia appoggia insieme agli altri stati membri il lancio di strumenti analitici da implementare nel mercato interno dell’UE, tra i quali l’analisi della rete di transazioni (TNA), una sorta di dichiarazione di controllo internazionale per tutta l’UE, un passo che la Slovacchia aveva preso nel 2014 quando lanciò l’obbligo della dichiarazione supplementare, o resoconto di controllo dell’Iva

(La Redazione)

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