L’Italia ha finalmente ufficializzato il suo inno nazionale

Scelto nel 1946 con un provvedimento provvisorio, nessuna legge lo aveva reso definitivo

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 181 del 4 dicembre 2017 con la quale si riconosce il Canto degli Italiani come inno ufficiale della Repubblica Italiana. Canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, il 12 ottobre 1946 venne scelto come inno nazionale provvisorio dal Consiglio dei ministri.

Nei decenni si sono poi susseguite diverse iniziative parlamentari per renderlo inno nazionale ufficiale. E dopo 71 anni di provvisorietà l’Inno di Mameli diventa l’Inno ufficiale della Repubblica Italiana. «Su proposta del Ministro della Guerra – si leggeva nel verbale di quel lontano Consiglio dei ministri presieduto da Alcide De Gasperi – si è stabilito che il giuramento delle Forze Armate alla Repubblica e al suo Capo si effettui il 4 novembre p.v. e che, provvisoriamente, si adotti come inno nazionale l’inno di Mameli». Nulla di più definitivo del provvisorio, come spesso accade in Italia, anche perché l’Inno di Mameli entra a tutti gli effetti nell’immaginario collettivo, grazie soprattutto alla nazionale Italiana di Calcio e ai successi che un tempo elargiva. Poi nella legislatura 2001-2005 ecco sia una proposta di legge ordinaria che una costituzionale, che però non vengono approvate. Lo stesso avvenne nelle due successive legislature (2006-2008 e 2008-2013). Curiosamente però una legge del 2012, nata per promuovere il senso di cittadinanza tra gli studenti, prevede che l’Inno di Mameli venga insegnato nelle scuole.

Anche l’attuale legislatura sembrava destinata allo stesso esito e invece la Commissione Affari costituzionali della Camera in poche settimane ha approvato in sede deliberante la legge attesa da anni (di iniziativa di alcuni deputati del Pd), imitata dalla Commissione Affari costituzionali del Senato, che in due settimane ha dato il sì definitivo, e come ultimo atto il Senato ha approvato la legge il 15 novembre 2017.


Tomba di Mameli al Cimitero del Verano, Roma

«La Repubblica – afferma la nuova legge – riconosce il testo del `Canto degli italiani´ di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale». Ciò significa che tutte e sei le strofe del testo di Mameli costituiscono l’Inno e non solo le prime due, che tutti conoscono per motivi calcistici. E appare quasi una beffa del destino il fatto che i tifosi non possano cantare l’Inno ai mondiali di calcio per la prima volta dopo 60 anni, proprio dopo la storica approvazione della legge attesa da 71 anni.

Mameli ha comunque avuto vita difficile, anche per la concorrenza del «Va pensiero», il coro dal Nabucco di Giuseppe Verdi che in passato la Lega propose come Inno alternativo, anche perché quest’ultimo non parla di Roma, al contrario di «Fratelli d’Italia». E proprio la Lega è stata assente sia al momento dell’approvazione della legge alla Camera che al Senato, anche se Roberto Calderoli ha assicurato non essere una scelta politica ma una semplice coincidenza di impegni.

(La Stampa, cc by nc nd)

 


Foto Alessio Donato cc by sa

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