I robot stanno per prendere il comando della Terra

Chi ha mai visto, al cinema o in televisione, il film con Will Smith “Io Robot”? Questa pellicola, nello specifico, parla di macchine cibernetiche in grado di svolgere lavori di un certo calibro presso aziende, privati, come domestici nelle case eccetera. A un certo punto, però, qualcuno ne manomette i circuiti facendo sì che queste impazziscano e comincino a voler comandare il mondo. Ecco, il futuro dell’umanità attuale sembra proprio essere nelle mani degli androidi. In realtà, niente paura: nulla di tutto ciò descritto sopra sta per accadere, ma potrebbe essere un’eventualità qualora i robot prendessero il sopravvento come intelligenza artificiale.

Settimane fa, a tal proposito, come riportato da Focus, lo scienziato Stephen Hawking, in un’intervista rilasciata a Wired, ha dichiarato che nell’arco di 600 anni circa gli automi raggiungeranno un livello tale da, non solo dirigere il mondo senza alcun bisogno degli esseri umani, ma espandere la propria intelligenza fin oltre i limiti del cervello umano. Ovviamente, tipologie simili di robot saranno inventate sempre e solo da uomini e il pericolo sta esattamente in questo, giacché se esso è in grado di implementare virus informatici distruttivi, potrebbe perfino essere capace di inventare una macchina con caratteristiche tali alquanto pericolose.

In passato, la tempistica suddetta era molto inferiore dei 600 anni (intorno ai 100), ma in ogni caso, oltre al pericolo climatico adesso vi sono anche i robot, i quali costringerebbero gli uomini, nel caso diventassero davvero potenti, a emigrare verso un altro pianeta dell’universo. Proprio per questo, Stephen Hawking consiglia di cominciare già da ora a prospettare una nuova, e possibile, sistemazione alternativa alla Terra. Di certo, tra le tante notizie spiacevoli che scorrono giornalmente su telegiornali e quotidiani, questa non è tra le migliori. Rimane, però, una domanda da farsi: l’uomo ce la farà a evolversi senza distruggersi, o è già in quella direzione? Ai posteri l’ardua sentenza (purtroppo per loro).

(Anastasia Gambera, cc by)


Foto pixabay CC0

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