Austria, c’è l’accordo: destra e ultra destra insieme al governo

Formato il nuovo esecutivo: il premier Kurz consegna agli estremisti di Strache 6 ministeri, e quello di Vienna diventa l’unico governo di estrema destra in Europa occidentale. La coalizione «nero-blu» guidata da Sebastian Kurz ha presentato sabato la lista dei ministri, che saranno 14, e all’Fpö, il partito islamofobo e xenofobo di Heinz-Christian Strache, erede di Haider, ne sono toccati sei: Interni, Difesa, Infrastrutture, Esteri, Salute e Welfare.

Ben prima della Germania arenata sulle trattative, l’Austria a soli 61 giorni dalle elezioni annuncia di aver formato il governo della destra e dell’ultradestra. La coalizione “turchese-blu” (ÖVP-FPÖ) del premier popolare Sebastian Kurz e della destra nazionalista di Christian Strache annuncia di aver chiuso un programma comune, che punta «sul rafforzamento del sistema sociale, sulla sicurezza e sulla battaglia contro l’immigrazione illegale» – quest’ultimo è stato uno dei punti chiave della campagna elettorale.

Kurz e Strache in due mesi hanno limato le non grandi distanze politiche e con il lavoro di focus group sui differenti temi hanno messo insieme programmi che già erano per diversi punti simili. Ora, l’Austria si prepara a governare i prossimi cinque anni senza troppe sorprese sulle riforme da attuare, che comprenderanno una maggiore attenzione all’ambiente e al clima, riforme fiscali e tra il resto lo slittamento del divieto di fumo nei locali, che sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2018. Ma l’intesa più delicata era quella sui ministeri: saranno quasi divisi a metà (con uno o due in più al partito dell’astro nascente della politica europea, il 31enne Kurz, arrivato primo alle elezioni del 15 ottobre).


Parata nazista a Vienna per l’Anschluss, il 1° marzo 1938

Non è ancora confermata la lista dei dicasteri, che resteranno probabilmente 14, ma dalle indiscrezioni si sa che a ricoprire il ruolo di ministro degli Interni sarà il falco dell’ultradestra, segretario dell’FPÖ, Herbert Kickl, mentre il vicecancelliere e fedele alleato di Kurz sarà Heinz-Christian Strache. Qualcuno ricorderà forse il nome di Norbert Hofer, oggi terzo presidente del Consiglio nazionale austriaco, che a dicembre dell’anno scorso era candidato contro il verde Van der Bellen alle presidenziali, ma all’epoca non vinse. Ora, dovrebbe ereditare il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre l’attuale ministro degli Interni Sobotka potrebbe andare a fare il presidente del parlamento. All’esperta di Medioriente Karin Kneissl sarebbe destinato il ministero degli Esteri, che finora era ricoperto da Kurz.

Ieri è stato presentato il programma pattuito più nel dettaglio e si potranno capire meglio anche i ministri. “Le austriache e gli austriaci – ha detto Kurz – hanno scelto di cambiare direzione due mesi fa, ora parte questo cambiamento”. Lunedì Kurz e Strache giureranno davanti al presidente Van der Bellen. Ed è la terza volta che popolari e ultradestra fanno un governo insieme dal 2000. Ma da 11 anni i popolari non guidavano le danze. Il governo che ora Kurz promette di piegare più che mai su sicurezza e protezione dei confini.

(Letizia Tortello via lastampa.it, cc-by-nc-nd)


Foto Schonbrunn, Vienna (suju/CC0)
Foto Bundesarchiv.de cc-by-sa

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