Danko difende in commissione Esteri suo discorso a Duma russa: “io sono per il dialogo”

Il presidente del Parlamento Andrej Danko, leader del Partito Nazionale Slovacco (SNS), ha dovuto dare spiegazioni alla commissione parlamentare Affari esteri sul discorso che egli ha tenuto alla Duma russa il mese scorso. Egli ha detto nell’audizione, che si è svolta questa mattina, che l’opportunità di parlare alla Duma di Stato, la camera bassa dell’Assemblea Federale della Federazione Russa, è stata non solo un onore per lui, ma un segno di rispetto per l’intera nazione slovacca.

L’intervento di Danko davanti all’assemblea, che è stato uno dei principali avvenimenti della sua visita a Mosca di metà novembre ed era stato sollecitato dal presidente della Duma Vyacheslav Volodin, aveva provocato diverse reazioni stizzite in Slovacchia a causa dell’attuale stato delle relazioni con la Russia dopo i fatti in Ucraina.

Danko ha detto nell’audizione di oggi di essere rimasto piacevolmente sorpreso di questa opportunità, ricordando di essere stato il quinto uomo politico straniero ad avere avuto una tale occasione negli ultimi dieci anni. Egli ha affermato di avere prestato molta attenzione al testo del discorso, nel quale ha proposto di aiutare a fare da ponte tra Mosca e l’Europa nelle questioni che oggi li dividono. Danko ha sottolineato davanti ai parlamentari slovacchi di avere approfittato dell’occasione anche per ringraziare i russi per la liberazione della Slovacchia durante la seconda guerra mondiale.

Mi rifiuto, ha rimarcato, di prendermela con una nazione per l’ideologia, che sia la Germania per il nazismo o la Russia per il comunismo: «le persone dovrebbero trovare una unione attraverso la comunicazione, è necessario dialogare con tutti», ha detto Danko notando che la politica è l’arte del compromesso.

Il deputato socialdemocratico (Smer-SD) Lubos Blaha ha elogiato il discorso di Danko, perché secondo lui la Slovacchia non dovrebbe vergognarsi di avere relazioni amichevoli con la Russia. Il deputato indipendente Zsolt Simon ha invece rimproverato a Danko di non aver criticato l’annessione russa della Crimea e il presidente della coalizione, il deputato Frantisek Sebej di Most-Hid, ha sottolineato le irregolarità trovate dall’OSCE nelle ultime elezioni in Russia e ha osservato che Volodin è tra i nomi elencati nella black list delle sanzioni dell’UE emesse a partire dal 2014. Dunque non sarebbe la persona più indicata da incontrare per una delegazione parlamentare slovacca, ha notato Sebej.

Il deputato di opposizione Peter Osusky di Libertà e Solidarietà (SaS) ha criticato Danko perché crede che la Russia rappresenti «senza dubbio un rischio per la Slovacchia e l’Europa». Osusky ha rammentato ai colleghi che quando la Slovacchia entrò nella Nato un maresciallo russo aveva dichiarato che «avrebbero puntato su di noi missili a testata nucleare», affermazioni che sarebbe meglio non dimenticare, ha osservato.

(Red)

 


Foto nrsr.sk

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