Fico: voglio i diritti sociali in Costituzione

Al congresso del partito Smer-SD di sabato il leader Robert Fico ha informato di alcune misure che vorrebbe includere nell’ordinamento costituzionale slovacco, in particolare ha citato il diritto a un salario minimo, ma anche la necessità di determinato un tetto massimo per l’età pensionabile e di fissare per legge l’esistenza dei tre pilastri del sistema pensionistico. Fico ritiene necessario aggiornare la Carta costituzionale slovacca dopo che i leader dell’UE hanno adottato in un summit a Goteborg in novembre il pilastro europeo dei diritti sociali.

La sua battaglia sul salario minimo è nota, da quando è al governo ha sempre spinto per alzare ogni anno la retribuzione minima di legge per dare ai tanti slovacchi costretti a tale contratto di lavoro un tenore di vita più dignitoso ed evitare loro il rischio di andare sotto la soglia di povertà. Solo nell’ultimo quinquennio di governo a guida Smer il salario minimo è passato dai 337 euro lordi del 2013 ai 480 che verranno applicati l’anno prossimo, per un incremento complessivo del 42%.

Quanto all’età pensionabile, che oggi è fissata a 62 anni per entrambi i sessi (dal 2015 per le donne), Fico osserva che con l’attuale impostazione la legge nei prossimi vent’anni sposterà il limite a 65 o più anni. E l’idea che gli slovacchi debbano lavorare fino a 70 anni «è per me inaccettabile», ha detto, annunciando la volontà di trovare un accordo in Parlamento per stabilire in Costituzione un’età pensionabile massima.

Nella Carta il premier intende anche fissare le norme che regolano il sistema dei tre pilastri pensionistici, il primo consistente nella pensione di vecchiaia grazie ai contributi obbligatori, il secondo in un fondo di risparmio gestito da compagnie private e il terzo pilastro supplementare di previdenza integrativa, che è però volontario.

Avanti tutta, intanto, con la messa a punto delle misure dell’attuale pacchetto sociale, tra le quali l’aumento dei supplementi per il lavoro notturno e durante il fine settimana, anche se trova contrari buona parte dei datori di lavoro. Fico è deciso a negoziare con loro e arrivare a un risultato nei prossimi due mesi.

Ma c’è un «problema enorme» per il quale serve una soluzione, ha ammesso: l’emergenza delle imprese nel trovare forza lavoro qualificata. Secondo Fico la Slovacchia non può permettersi di perdere la propria competitività e attrattiva per gli investimenti esteri, ha detto, e lui vuole presentare a gennaio misure legislative per affrontare la questione, tra cui la riqualificazione dei disoccupati e meno burocrazia per l’assunzione di lavoratori stranieri.

(Red)


Foto smertv.sk

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