Cucina e cambiamenti climatici, metteremo i cactus nel menu

Secondo la Fao, «Il fico d’india dovrebbe essere considerato una risorsa preziosa, in particolare per l’alimentazione e per il foraggio del bestiame nelle zone aride». Per questo l’agenzia Onu ha riunito a Roma i maggiori esperti della resistente pianta per condividere le loro conoscenze per «aiutare gli agricoltori e i responsabili politici a fare un uso più strategico ed efficiente di una risorsa naturale troppo spesso data per scontata».

Infatti, durante la recente intensa siccità nel sud del Madagascar, il cactus si è rivelato una fonte cruciale di cibo, foraggio e acqua per la popolazione locale e gli animali da allevamento. La Fao d fa notare che «La stessa zona aveva sofferto di una grave carestia a seguito degli sforzi per sradicare la pianta, che alcuni consideravano una specie invasiva e senza valore, ma poi è stata rapidamente reintrodotta».
Mentre la maggior parte dei cactus non sono commestibili, la specie Opuntia, se trattata come una coltura invece che come un’infestante, avrebbe molto da offrire, specialmente e la Fao spiega che «Oggi la sottospecie Opuntia ficus-indica di origine agricola – le cui spine sono scomparse ma tornano dopo eventi di stress – è naturalizzata in 26 Paesi oltre il suo areale nativo. La sua tenace persistenza lo rende un alimento utile come ultima ancora di salvataggio e parte integrante di sistemi agricoli e zootecnici sostenibili».
Per diffondere la conoscenza su come gestire efficacemente il fico d’india, la Fao e l’International center for agricultural research in the dry areas (Icarda) hanno pubblicato lo studio “Crop Ecology, Cultivation and Uses of Cactus Pear” che contiene informazioni aggiornate sulle risorse genetiche della pianta, sui suoi tratti fisiologici, su quali suoli che preferisce e sulla vulnerabilità ai parassiti. La nuova corposa pubblicazione offre anche suggerimenti su come sfruttare le qualità culinarie del fico d’india, com’è stato fatto per secoli in Messico, suo paese originario, e  che ora è una tradizione gastronomica ben radicata in Sicilia.

Infatti lo studio dedica una scheda all’Italia e in particolare alla Sicilia,che «rappresenta un esempio atipico dell’apprezzamento dell’Opuntia ficus-indica. Il frutto del cactus è stato sfruttato dal XVIII secolo, quando i suoi molteplici usi includevano le recinzioni nei sistemi di allevamento e il foraggio di emergenza. Era noto come “pane per i poveri”,  Sulla costa e vicino alle principali città, la produzione di frutta veniva esportata nel continente. Questo successo economico è stato rafforzato dalla tecnica della scozzolatura, sviluppata dagli italiani per poter raccogliere in autunno, producendo frutti di qualità migliore rispetto alla normale stagione di agosto». Nel 1975 in Sicilia sono cominciate a sorgere moderne piantagioni di fichi d’India per rifornire l’industria della frutta che prospera in ambienti che sono ambientalmente troppo poveri per altre colture. […continua…]

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Foto Stefano cc by sa

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