Il ministro Kalinak ancora una volta salvato dalla coalizione

Si è svolta ieri nel pomeriggio al Parlamento slovacco un’altra seduta straordinaria su iniziativa dell’opposizione per tentare di sfiduciare il ministro degli Interni Robert Kalinak, la terza in un anno e mezzo. Presentata da deputati dei partiti SaS, OLaNO-NOVA e Sme Rodina, la mozione chiedeva la rimozione del ministro per aver eluso l’adempimento dei suoi doveri di funzionario governativo in diverse situazioni. L’ultima, secondo l’opposizione, è stata la multa comminata al ministero dall’Ufficio per gli appalti pubblici (UVO). Il ministro, diceva in maggio l’autorità di vigilanza, avrebbe violato la legge sugli appalti pubblici quando ha deciso, senza gara d’appalto, di creare il nuovo Centro clienti a Bratislava in un edificio del quartiere Nove Mesto, un affare che è risultato sconveniente per lo Stato. Ma il ministero aveva risposto seccamente a queste accuse in forma scritta, dicendo che sotto la guida del ministro Kalinak non ha ricevuto alcuna multa da UVO, cosa invece accaduta due volte quando al governo c’era l’opposizione. Con una pausa tra Kalinak, uno dei personaggi chiave dei socialdemocratici di Smer-SD, è ministro degli Interni dal 2006, con una breve pausa tra il 2010 e il 2012.

Dopo una discussione fiume durata tredici ore e condita di toni aspri e varie offese, la seduta si è chiusa dopo l’una di notte con un nulla di fatto. Il ministro rimarrà al suo posto, visto che sono stati solo 53 i voti di sfiducia sui 128 deputati presenti. A sostenere Kalinak sono stati tutti i parlamentari presenti dei partiti di governo Smer-SD, SNS e Most-Hid. Solo un deputato di quest’ultimo partito, Martin Fedor, alla fine si è astenuto. Hanno invece votato a favore della mozione di sfiducia i deputati di Libertà e Solidarietà (SaS), OLaNO, Sme Rodina e LSNS.

Il governo ha sostenuto il ministro affermando tra l’altro di avere più volte spiegato i rapporti tra Kalinak e l’uomo d’affari Ladislav Basternak, indagato per una frode fiscale di diversi milioni di euro.

Il primo ministro Fico, parlando durante la discussione parlamentare, ha detto che il ministro Kalinak è uno dei migliori ministri che abbia mai incontrato, e ha confessato di non comprendere perché l’opposizione, i media antigovernativi e il presidente Andrej Kiska siano “così ossessionati da lui”. Tra le altre cose che ha detto, Fico ha elogiato i meriti di Kalinak nell’ingresso della Slovacchia nello spazio Schengen, nell’introduzione del Mercato elettronico, la riforma ESO della pubblica amministrazione e i suoi successi nella lotta alla corruzione, sferzando l’opposizione che, a suo dire, non ha alcun diritto di fare la morale a Kalinak.

Il capo del governo ha poi accusato l’opposizione di avere guardato nei conti correnti dei membri del governo (riferendosi all’iniziatore della sfiducia, il deputato SaS Jozef Rajtar, per il coinvolgimento di Kalinak nel caso Basternak), e di avere ordinato ai servizi segreti militari l’intercettazione di diversi giornalisti (quando al governo c’era il ministro Galko, nel 2011). Inoltre, ha detto al leader di Sme Rodina, Boris Kollar, di stupirsi che lui oggi addirittura sieda a capo di una commissione parlamentare, con il suo passato da trafficante di droga e rapporti con la malavita bene illustrato dai rapporti dell’intelligence, ha detto il premier.

Il ministro interessato ha ancora una volta ripetuto, dal pulpito del Parlamento la sua verità: la mozione di sfiducia contro di lui contiene 20 menzogne e molta demagogia. Definendo il deputato Rajtar, che ha dato il via alla raccolta di firme per la sfiducia, “bugiardo, vigliacco e imbroglione”, Kalinak ha ammesso di avere speso poco tempo in questi mesi “nella comunicazione” a causa di molteplici impegni «che gli hanno impedito di perdere tempo a spiegare stupidaggini», ricordando che lui in quel periodo si stava occupando di difendere la Slovacchia dall’immigrazione incontrollata. Il ministro dell’Interno ha ribadito, in un intervento durato un’ora e mezzo, che non ha mai preso denaro da Basternak né direttamente né in maniera mediata. Nella società B.A. Haus egli acquistò da Basternak una quota che valeva in realtà 8.000 euro, mentre gli altri 422.000 li ha pagati con un prestito, ha detto. E poi lui non vede Basternak da anni, e non è vero che ha negato di averlo mai conosciuto.

(La Redazione)


Foto www.minv.sk

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