Peter Sagan, fu un errore la squalifica al Tour. Termina la controversia con l’UCI

L’episodio che ha fatto estromettere Peter Sagan dal Tour de France 2017, quando il campione slovacco fu accusato di aver buttato fuori strada l’avversario Mark Cavendish, è stato ieri declassato a “sfortunato incidente non intenzionale”. Pertanto Sagan non dovrà sottoporsi al giudizio del tribunale arbitrale dello sport di Losanna. Lo hanno comunicato l’Unione ciclistica internazionale (UCI), Peter Sagan e la squadra Bora Hansgrohe dopo che si è raggiunto un accordo per terminare la controversia legale di cui ieri si teneva la discussione del caso. Il risultato positivo di questo caso è che è stata riconosciuta l’importanza delle prove video, e dalla prossima stagione l’UCI intende ingaggiare un ‘Commissario di supporto’ per assistere dalla regia video il gruppo di commissari sulla pista. In altre parole: la decisione dei giudici era sbagliata e Sagan non doveva essere mandato a casa, ma vabbé ormai è andata così, amici come prima.

Dopo l’incidente, quando il 4 luglio Sagan in volata era stato visto dai giudici allargare il gomito con la presunta volontà di spingere verso le barriere Cavendish, che fu poi protagonista di una rovinosa caduta a un chilometro dall’arrivo a Vittel, lo slovacco, arrivato secondo, era stato prima penalizzato e poi eliminato definitivamente dalla gara. Sfumava dunque per il tre volte campione mondiale su strada, dopo avere vinto la bellezza di cinque volte di seguito la classifica a punti – l’ambita Maglia Verde del Tour, la possibilità di guadagnare anche la sesta vittoria ed eguagliare il record detenuto dal 2001 da Erik Zabel.

L’episodio incriminato al rallentatore:

In quel momento, alla quarta tappa, “Tourminator” Sagan era secondo in classifica generale dopo una vittoria alla tappa precedente. Penalizzato di 80 punti, una enormità, era finito in 115esima posizione. Poi è arrivata la decisione della squalifica, cui il corridore e la sua squadra si sono appellati, chiedendo la sospensione temporanea del provvedimento per consentire al campione di terminare la corsa. Ma non c’è stato nulla da fare, malgrado i video della gara mostrassero che sebbene Sagan avesse stretto l’avversario alle transenne, non si notavano gesti premeditati o cattivi da parte sua, e il suo gomito si è allargato solo dopo che Cavendish aveva già perso l’equilibrio.

Amareggiato, il campione slovacco aveva detto «Credo di non aver sbagliato niente, perché per me è stato un normale incidente di corsa. È stato uno sprint furioso e penso non sia stato il primo contatto in una volata e non sarà di certo l’ultimo». Tra lui e Cavendish, che nell’episodio si è rotto una clavicola, è comunque stata subito fatta la pace via Twitter. Peter trovava comunque consolazione nell’attesa del primo figlio, di cui aveva annunciato la notizia appena pochi giorni prima con la moglie che mostrava il pancione. E appena due mesi dopo, in settembre, la consacrazione tra i giganti del ciclismo: prima il conseguimento di 100 vittorie da professionista conquistato in Quebec, un traguardo raggiunto solo da altri diciotto corridori, e poi il terzo mondiale a Bergen, in Norvegia, che lo rende il primo ciclista nella storia ad aver ottenuto tre titoli iridati in tre anni.

(La Redazione)

 


Sagan vince la 3a tappa del TdF 2017
Foto:  360italy cc-by-nc-sa

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