Due terzi slovacchi e cechi biasimano scissione Cecoslovacchia senza referendum

Oltre i due terzi di quasi duemila intervistati in Slovacchia e Repubblica Ceca contestano la decisione dei politici di allora di dividere la Repubblica federale ceco-slovacca in due Stati indipendenti, a un quarto di secolo da quegli eventi, il cosiddetto divorzio di velluto, senza aver consultato i cittadini. La pensano così il 67% degli slovacchi e il 68% dei cechi, che avrebbero privilegiato la strada di un referendum, mentre i capi dei due governi, Meciar a Bratislava e Klaus a Praga, decisero altrimenti.

Un sondaggio condotto nel mese di ottobre per conto dell’Istituto per gli Affari Pubblici (IVO) in Slovacchia, e dal Centro di ricerca sull’opinione pubblica (CVVM) in Repubblica Ceca, mostra che 25 anni dopo quella decisione ancora brucia. Ma quasi la metà delle persone (il 46%) è comunque dell’idea che la divisione sia stata un bene. In questo caso si tratta di un dato notevolmente differente rispetto al 1993 quando nemmeno il 30% degli slovacchi lo pensava.

L’età degli intervistati ha naturalmente un peso decisivo nel tipo di risposta, e l’assenza di un referendum è criticata soprattutto da chi condanna la divisione come un errore, e solo dalla metà di chi è a favore di due Stati indipendenti.

(Red)

 

1 Commento

  1. Nella loro lunga storia, gli slovacchi non avevano nulla in comune con in cechi. Il tentativo della massoneria di sottoporre la Slovacchia alla Boemia
    é risultato una totale fallimento.

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