Il ministro Kažimir si candida ufficialmente alla presidenza dell’Eurogruppo

Nella giornata del 30 novembre il ministro delle Finanze slovacco Peter Kažimír (Smer-SD) ha annunciato di aver presentato ufficialmente la sua candidatura alla carica di presidente del gruppo dei ministri delle Finanze dell’Eurozona, il cosiddetto Eurogruppo. Con lui si sono candidati, si legge sul sito del Consiglio dell’Unione europea, anche i ministri delle Finanze Mario Centeno del Portogallo, Pierre Gramegna del Lussemburgo e Dana Reizniece-Ozola per la Lettonia.

L’elezione del nuovo capo dell’Eurogruppo, che sostituirà l’olandese Jeroen Dijsselbloem, avverrà lunedì 4 dicembre con maggioranza semplice da parte dei paesi membri della Zona euro. Se nessuno dei candidati otterrà al primo giro almeno 10 dei 19 voti a disposizione, si andrà avanti con nuovi voti finché qualcuno avrà la maggioranza. Nel frattempo i singoli candidati saranno informati dei voti ricevuti ad ogni sessione, così da potersi ritirare per la votazione successiva. Il nuovo presidente salirà al comando dell’organismo il 13 gennaio 2018, e il suo mandato avrà una durata di due anni e sei mesi.

L’Eurogruppo è un organo informale che si riunisce una volta al mese, alla vigilia della riunione del Consiglio Affari economici e finanziari, in cui i ministri degli Stati membri dell’Eurozona discutono questioni di interesse comune, e particolarmente del coordinamento delle politiche economiche. Il primo presidente dell’Eurogruppo fu, dal 1998, l’attuala capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Jeroen Dijsselbloem gli è succeduto nel gennaio 2013 ed è stato rieletto per un secondo mandato.

In considerazione del fatto che oggi sia la Commissione europea che il Consiglio dell’UE, e pure l’Europarlamento, sono in mano al Partito dei Popolari Europei (PPE), con Juncker, Tusk e Tajani, i socialisti stanno lavorando per portare a casa almeno la carica del capo dell’Eurogruppo. Oltre a Kazimir, apprezzato per il suo rigore anche dai conservatori (e un bel colpo per la Slovacchia dopo essersi vista svanire sotto il naso la sede dell’EMA), un’altra figura che viene considerata è il ministro delle Finanze portoghese Centeno.

Anche l’italiano Padoan è stato considerato papabile fino a pochi giorni fa, anche con il placet del commissario UE agli Affari economici Pierre Moscovici, che lo ha definito «uomo d’esperienza, ministro di un Paese importante, ottimo economista». Ma il capo del governo italiano Paolo Gentiloni appena due giorni fa aveva giudicato le possibilità di Padoan praticamente a zero, perché nonostante l’alto profilo il suo incarico da ministro e la legislatura sono in scadenza, in attesa delle elezioni che si terranno in Italia la prossima primavera. E in Europa questo non piace. Senza parlare della guida della Banca Centrale Europea a un altro italiano, Mario Draghi, in scadenza nel 2019.

(La Redazione)


Foto EU Council Eurozone cc-by-nc-sa

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