Il mondo in breve

Il papa ha lasciato il 28 novembre la città birmana di Rangoon e si è trasferito nella capitale Naypyidaw, dove ha incontrato il presidente Htin Kyawe la ministra degli esteri Aung San Suu Kyi. Dopo l’incontro Francesco ha partecipato a un incontro interreligioso in cui ha invitato il paese a costruire un futuro di pace, “una pace fondata sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni membro della società, sul rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità, sul rispetto dello stato di diritto e di un ordine democratico”, senza parlare specificamente della situazione della minoranza rohingya. Suu Kyi si è impegnata a “fare emergere la bellezza della nostra diversità e di rafforzarla, proteggendo i diritti, incoraggiando la tolleranza e garantendo la sicurezza a tutti”.

Uhuru Kenyatta ha giurato per il suo secondo mandato alla presidenza del Kenya. La cerimonia di insediamento si è svolta allo stadio Kasarani di Nairobi, davanti a circa 60mila persone e a 13 i capi di stato africani. Poco dopo anche il suo sfidante, Raila Odinga, ha annunciato che si insedierà alla presidenza il 12 dicembre. Kenyatta è stato rieletto il 26 ottobre con il 98 per cento dei voti, con un’affluenza del 39 per cento soprattutto per il boicottaggio dall’opposizione, le presidenziali sono state ripetute dopo che la corte suprema aveva annullato l’esito del voto dell’8 agosto per irregolarità.

La vice prima ministra irlandese Frances Fitzgerald si è dimessa per evitare un voto di sfiducia al governo nel bel mezzo delle trattative per la Brexit previste per dicembre. I partiti d’opposizione Fianna Fáil e Sinn Féin accusano Fitzgerald di aver coperto una campagna denigratoria nei confronti di un agente di polizia nel 2015,quando era ministra della giustizia. L’opposizione minacciava di fare cadere il governo alla vigilia del summit in cui bisognerà discutere la questione delle frontiere tra Unione europea (a cui appartiene la repubblica irlandese) e Regno Unito (di cui fa parte la provincia dell’Irlanda del Nord).

Una procuratrice messicana che stava indagando sulle donne stuprate e uccise nello stato di Veracruz è stata assassinata il 27 novembre a colpi d’arma da fuoco. Secondo le autorità locali, Yendi Guadalupe Torres Castellanos, 35 anni, capo della procura speciale per reati sessuali e crimini contro la famiglia, è stata trovata “colpita da diversi proiettili” all’interno della sua auto, davanti al suo ufficio a Pnuco.

Una sessantina di migranti sono stati soccorsi nella notte tra lunedì e martedì nel mar Nero, al largo delle coste romene. L’imbarcazione proveniente dalla Turchia è stata rimorchiata al porto di Costanza. È la prima imbarcazione con migranti a bordo intercettata dalle autorità romene da quando la rotta del mar Nero ha visto l’intensificarsi dei viaggi di migranti, tra metà agosto e metà settembre. In quel periodo erano stati soccorse 570 persone a bordo di cinque barconi. Questa rotta è, secondo gli esperti, “dieci volte” più pericolosa della traversata del Mediterraneo.

(Internazionale, cc-by-nc-nd)

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