Fico: relazioni con Pechino tornano normali, attesi più scambi e investimenti

Da Budapest, dove ieri ha partecipato al sesto summit della Cina con 16 paesi dell’Europa centro-orientale, il premier Robert Fico ha affermato che le relazioni tra Slovacchia e Pechino stanno tornando alla normalità, dopo un anno di raffreddamento degli entusiasmi, a seguito dell’incontro privato del presidente slovacco Andrej Kiska con il leader spirituale tibetano Dalai Lama a Bratislava la scorso anno.

Negli ultimi tempi, ha detto Fico secondo l’agenzia Tasr, le istituzioni slovacche hanno iniziato a cooperare con la Cina nel campo del trasporto merci su rotaia e nel semplificare le operazioni doganali, e la Slovacchia ha chiesto un’accelerazione nel rilascio di certificati per l’esportazione di prodotti alimentari slovacchi di alta qualità, ed è in ripresa la cooperazione nel settore energetico.

C’è un crescente interesse verso la Slovacchia da parte cinese, ed è un’ottima notizia. Ma in futuro non possiamo più fare errori o rischiare di irritare un partner strategico di queste dimensioni, ha avvertito il premier, che nell’ottobre 2016 aveva duramente criticato il capo dello Stato insieme al ministro degli Esteri Lajcak.

Fico ha informato che avrebbe avuto con il primo ministro cinese Li Keqiang un breve incontro bilaterale, una ulteriore conferma che l’irritazione della Cina è ormai cosa del passato.

L’interscambio slovacco-cinese è in crescita costante, oggi pari a quasi 5,86 miliardi di euro, ed è destinato a salire ancora se la Slovacchia si confermerà parte essenziale della rotta ferroviaria della Via della Seta che ha già visto alcuni test e che potrebbe vedere un vero e proprio boom a partire dall’anno prossimo con centinaia di convogli cargo dalla Cina verso l’Europa attraverso il territorio slovacco (grazie «alla sua fantastica posizione geografica»), ai cui confini ucraini avviene il trasbordo dai vagoni a scartamento largo a quelli di misura europea.

Quanto alle operazioni doganali, la Slovacchia ha firmato con le autorità cinesi un memorandum per la cooperazione cui si sono aggiunti in seguito anche Kazakistan, Russia e Ucraina. Gli accordi permetteranno un flusso regolare di informazioni sulle merci che vanno dalla Cina all’Europa e viceversa, ha ricordato Fico.

Intervenendo al summit, Fico ha chiesto ai cinesi una accelerazione del processo di rilascio dei certificati per i prodotti alimentari di alta qualità, così da consentire alla Slovacchia di esportare su questo mercato, e di rilanciare le relazioni nel settore dell’energia, soprattutto per quanto riguarda l’interesse di Pechino a collaborare con aziende pubbliche come l’Istituto per la ricerca sull’energia nucleare (VUJE) e la società di decommissioning nucleare JAVYS.

Proprio per facilitare i trasporti con il gigante orientale, Fico ha dichiarato che il governo a breve vuole concentrarsi su un progetto privato che prevede enormi progetti infrastrutturali nella zona dell’aeroporto di Kosice, in un’area – l’est del paese – che ha per l’esecutivo un valore strategico perché più arretrato.

Secondo il partito di opposizione OLaNO il premier non la dice tutta, e non tutto va bene con Pechino. Dal 2012 il leader di Smer-SD è ininterrottamente al governo, e mentre le importazioni dalla Cina sono aumentate da 3,6 a 5,6 miliardi di euro, le esportazioni slovacche sono invece diminuite in un rapporto di 2 a 1. Fico, insomma, lavora non per favorire le imprese slovacche ma per aiutare quelle cinesi, dicono fonti di OLaNO.

(Red)


Immagine: elab. BSlovacchia

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