Femminicidio: una piaga anche in Europa

Sabato 25 novembre era la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Nonostante l’approvazione di leggi e normativa specifica, i casi di femminicidio non accennano a diminuire in Europa. Un quadro della situazione che si sofferma anche sui paesi del sud-est Europa.

43.600. È il numero di donne e ragazze uccise nel 2012 in tutto il mondo da un partner, un ex fidanzato, un membro della propria famiglia. Un terzo dell’universo femminile dichiara poi di avere subito almeno una volta una forma di violenza, fisica o sessuale. Solo l’11 per cento delle vittime denuncia il caso alle autorità. A presentare queste cifre è il rapporto Combating violence against women  dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), pubblicato nel novembre 2016.

Dati che fanno impallidire: questi numeri, paragonabili ai dati del conflitto siriano – 40mila morti nei primi 20 mesi di guerra – sono lo specchio di un problema che interessa il mondo intero.

I paesi che registrano i casi più numerosi sono sparsi ai quattro angoli del pianeta. In Russia, El Salvador e Sudafrica il tasso di femminicidio supera i 6 casi ogni 100mila donne, toccando punte di 15 casi ogni 100.000 donne in Honduras. Nei paesi dell’Europa occidentale, il tasso medio è, annualmente, di 0,4 vittime di femminicidio ogni 100.000 donne. Per una donna che vive in Honduras quindi, il rischio di essere vittima di un omicidio di genere, perpetrato dal partner o all’interno della cerchia familiare, è 40 volte più alto di quello che interessa una cittadina dei paesi dell’Europa occidentale. Ma i dati sulla situazione in Europa sono tutt’altro che rassicuranti.

Femminicidio in Europa: cosa dicono i dati

Al netto della mancanza di dati per molti paesi europei, la mappa sottostante rappresenta graficamente i numeri assoluti del femminicidio in Europa. I casi più numerosi si registrano in Italia, Germania, Regno Unito.

I numeri del femminicidio
La mappa mostra il numero di vittime, nel 2015, per i paesi che mettono a disposizione i dati attraverso Eurostat

 

L’incidenza del fenomeno nei singoli paesi si coglie però in modo più preciso se si considera il tasso di femminicidi, ovvero il rapporto tra il numero di vittime e la popolazione di riferimento (in questo caso, il totale della popolazione femminile). Il grafico che segue mostra i paesi con il più alto tasso di femminicidi, e comprende solo i paesi mappati da Eurostat. Rispetto a questi ultimi, la situazione peggiore si registra in Montenegro, Lettonia, Lituania e Repubblica Ceca. Anche in Ungheria, Bosnia Erzegovina e Croazia il tasso è superiore alla media europea.

 

Il grafico riportato qui sopra mostra in dettaglio l’incidenza di femminicidi commessi da partner o ex-partner, mettendoli a confronto con i casi in cui a commettere il reato è un membro della famiglia della vittima (ad esempio padre, cugini, fratelli o sorelle). Il più delle volte la responsabilità è attribuibile al partner, con alcune eccezioni: in Lituania e in Bosnia, in particolare, la maggior parte dei femminicidi è riconducibile a un membro della cerchia familiare.

Un’ultima considerazione che emerge dai dati disponibili a livello europeo sui casi di omicidio intenzionale mette in luce un andamento difforme per i due generi: mentre le vittime di sesso maschile sono in calo significativo negli ultimi anni, il numero di donne uccise in Europa, non necessariamente per mano del partner e di un membro della famiglia rimane costante, con un lieve incremento dal 2013 al 2015.  […continua…]

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Foto Helen M Bushe cc-by-nc-nd
Foto Engin Akyurt/CC0

 

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