Il ministero degli Esteri slovacco biasima la propaganda russa sull’occupazione del 1968

In una dichiarazione rilasciata il 22 novembre il ministero slovacco degli Affari esteri ed Europei respinge con forza i «ripetuti tentativi dei media russi di falsificare gli eventi storici legati all’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia nel 1968». Con la nota il ministero intende reagire alla pubblicazione da parte della stazione televisiva Zvezda, che fa capo al ministero della Difesa russo, di un articolo intitolato “La Cecoslovacchia dovrebbe essere grata all’Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche per il 1968: Storia della Primavera di Praga”.

Nel pezzo, scrive il quotidiano Pravda, si afferma che cechi e slovacchi dovrebbero essere grati perché sopprimendo la primavera di Praga le truppe [del Patto di Varsavia] hanno portato la pace in Cecoslovacchia. Il testo inoltre asserisce che gli eventi del 1968 furono preparati dall’Occidente, che manipolò anche la protesta estrema di Jan Palach, lo studente ceco che si diede fuoco a Praga in segno di protesta contro l’occupazione. Presumibilmente, chiosa l’articolo, in quella situazione non esisteva altra soluzione se non quella militare.

Nel testo pubblicato anche sul suo sito web, il dicastero della diplomazia slovacca considera poi più offensiva ancora «la falsificazione della storia dell’occupazione della Cecoslovacchia nella rivista “Na Bojevom Postu”, che ha pubblicato un articolo di propaganda scritto dal colonnello Safronov e dal tenente colonnello Makojev. Colpisce il fatto che già a livello di organi di stampa ufficiale del servizio della Guardia Nazionale Federale Russa vengano intenzionalmente pubblicate informazioni fuorvianti».

«Condanniamo fermamente tutti i tentativi di riscrivere il passato e distorcere la verità storica su questo oscuro capitolo delle relazioni tra Slovacchia e Russia», dice il documento del ministero, ricordando che «l’invasione della Cecoslovacchia del 1968 da parte delle truppe del Patto di Varsavia fu una flagrante violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale, e ha portato a gravi violazioni dei diritti umani da parte del regime totalitario causando sofferenza a un gran numero di persone».

Nel suo profilo Twitter il vice ministro degli Esteri Ivan Korcok ha scritto «La verità non può essere sottomessa dalla propaganda». Mentre il sottosegretario Lukas Parizek ha detto che si tratta di affermazioni sventurate, «che richiedono sicuramente una spiegazione da parte russa». Una questione che «faremo presente anche all’ambasciatore di Mosca in Slovacchia e alla missione diplomatica slovacca in Russia per chiedere chiarimenti».

(Red)


Foto Wikipedia cc-by-sa: carri armati nel centro di Praga

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