Mappa del diabete in Europa: tra i peggiori gli slovacchi over 65 non diplomati

Il diabete è una delle patologie più diffuse che colpisce in particolare dopo una certa età. Ma anche tra le più legate alle abitudini di vita, all’alimentazione, e alla qualità delle cure. La mappa mostra che a quanto pare si conferma la discreta posizione dell’Italia rispetto agli altri. Gli italiani si ammalano meno degli altri, e anche gli slovacchi sono nel complesso in una buona posizione per i livelli di studio superiore. Ma va detto che i dati variano molto in base ad età, sesso e, appunto, istruzione.

L’infografica qui sotto si occupa di chi si ammala di più tra uomini e donne in Europa, e come le statistiche variano anche in base all’istruzione. È possibile selezionare la fascia di età, il sesso e soprattutto l’istruzione, e osservare così la percentuale delle persone colpite da diabete per ogni categoria.

È noto che gli anziani siano più a rischio dei giovani, ma può forse stupire di più la differenza tra individui di istruzione differente. Gli over 65 con istruzione inferiore si ammalano nel 19,5% dei casi in Italia, meno che in Francia o Germania, ma più che nei Paesi Bassi e in Belgio.

Il vantaggio dell’Italia rispetto al resto d’Europa si nota di più con le persone diplomate. Qui si passa al 13,1%, a livelli simili a quelli di Belgio e Regno Unito. Ma nel caso delle donne si scivola sotto il 10%, solo Spagna e Portogallo fanno meglio. E tra le laureate si cala al 7,1 %. Qui ci superano in meglio solo irlandesi, olandesi, danesi.

Per la Slovacchia queste differenze nelle generazioni più anziane sono molto più evidenti: se i laureati slovacchi ammalati sono il 15,2%, la percentuale schizza al 21,6% per i diplomati, e addirittura al 28,5% nel caso delle persone con studi fino alla terza media, un dato questo che in Europa è terzo, dietro solamente a quello registrato in Finlandia e nella Repubblica Ceca. Evidente la differenza tra i sessi nelle persone con bassa istruzione, che vola al 29,3% mentre per i maschi si ferma al 25,5%, anche sotto ai colleghi francesi.

 

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