Robert Fico: la mancata scelta di Bratislava per l’EMA uno schiaffo alle regole

Parlando ieri per la prima volta dopo la mancata elezione di Bratislava a nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (EMA), il premier slovacco Robert Fico ha affermato, durante la conferenza energetica OIG Power, che in quella occasione sono stati violati i criteri fissati per il trasferimento delle istituzioni dell’Unione europea dalla Gran Bretagna ad un altro paese membro, un trasloco che è conseguenza obbligata della Brexit. La bocciatura della candidatura della Slovacchia, eliminata lunedì al primo turno di votazioni nel Consiglio Affari esteri dell’UE, e in generale l’esclusione dei nuovi Stati membri dell’Unione dalla gara sia per l’EMA assegnata ad Amsterdam, che per l’Autorità bancaria EBA che andrà a Parigi, è avvenuta «totalmente ignorando» quei criteri (della diffusione sul territorio dell’Unione) e in un clima in cui «i grandi paesi hanno fatto quello che volevano con i piccoli». Ora è assolutamente chiaro «che ci saranno ancora problemi a dividere l’Unione europea», ha detto Fico, che ritiene necessario «discutere molto apertamente» di questi temi all’interno dell’UE.

Anche il ministro degli Interni Robert Kalinak ieri è intervenuto sulla questione, dopo la seduta del governo, dicendo che è stato «un atteggiamento molto strano» da parte degli Stati dell’UE, di cui «non siamo per niente contenti» ma «è andata come al solito». Il ministro rifiuta tuttavia l’idea che si tratti di una ritorsione per l’atteggiamento della Slovacchia sulla crisi migratoria. Sono state punite anche l’Italia (con Milano) o la Spagna (con Barcellona), entrambe candidate con delle chance, ha detto, ma a vincere è stata una città senza qualità e che per giunta non ha nemmeno un edificio pronto per ospitare l’EMA. La Slovacchia, pensa, non ha commesso errori: l’offerta di Bratislava era di alta qualià ed era considerata da giornalisti e diplomatici stranieri come una delle migliori due, ma nessuna di queste [riferendosi a Milano ma senza citarla] e arrivata al round finale», dice Kalinak, il che «significa qualcosa».

Secondo un commento pubblicato su Bloomberg, l’Unione europea ha fatto un errore quando ha deciso di spostare l’Agenzia europea per i medicinali e l’Autorità bancaria europea rispettivamente ad Amsterdam e Parigi. L’UE avrebbe potuto essere più strategica sul suo futuro, ed essere per una volta vista come un benefattore [dai beneficiati]. Ma le ultime scelte rafforzeranno inevitabilmente l’idea che il cuore dell’Europa non si preoccupa della periferia, e l’Europa centro-orientale rimane sottorappresentata nell’ospitare le agenzie dell’UE.

(Red)


Foto bazupa cc-by

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