Caorso: ancora in deposito le scorie nucleari da spedire in Slovacchia

Ritardi su ritardi per lo smaltimento delle scorie nucleari della centrale piacentina di Caorso per le quali la società slovacca Javys a partecipazione statale ha vinto un appalto da 1,75 milioni di euro nel 2015. La spedizione verso il deposito slovacco di Jaslovske Bohunice (regione di Trnava) avrebbe dovuto essere finalizzata nel 2016, poi slittata al 2017, come ricordato anche nel maggio di quest’anno dalla Sogin, la società pubblica italiana responsabile del decommissioning delle centrali atomiche del Belpaese dopo il no definitivo dato dagli italiani prima con il referendum del 1987 e poi con quello del 2011 che ha definitivamente affossato il programma nucleare nazionale.

Ma i 5.500 fusti di scorie radioattive – per lo più resine e fanghi – sono ancora al loro posto, in attesa (quando?) di partire per la Slovacchia con 70 convogli ferroviari, per poi rientrare su 25 treni come materiali a bassa e media radioattività nel 2019, un termine che dovrà sicuramente essere differito. Tali scorie dovranno poi essere stoccate dopo il trattamento nel nuovo deposito nazionale, una struttura ancora da costruire e che ad oggi nemmeno si sa se e dove sarà realizzata.

I rifiuti contaminati di Caorso risalgono agli anni tra il 1978 e il 1990, quando la centrale era in funzione. Secondo un recente articolo del quotidiano Italia Oggi il conto che il governo italiano dovrà pagare per smantellare le quattro ex centrali nucleari dello Stivale (Caorso, Trino Vercellese, Borgo Sabotino e Garigliasco) ammonta a circa 7 miliardi di euro, una cifra più che triplicata dai 2 miliardi iniziali e che andrà spalmata sulle bollette elettriche degli italiani.

(La Redazione)


Foto IAEA cc-by-sa

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