L’ex ministro dell’Economia rilasciato dal carcere, le indagini continuano

La Corte regionale di Bratislava ha deciso oggi di rimettere in libertà l’ex ministro dell’Economia Pavol R., che era in custodia cautelare da tre settimane come sospettato di avere ordinato l’omicidio dell’ex socia Sylvia Volzova, relativamente a dissapori nella coproprietà della televisione privata Markiza di cui i due erano titolari al 50% ciascuno. Il tribunale distrettuale della capitale aveva deciso il 26 ottobre il carcere preventivo per l’indagato, ritenendo plausibile un suo tentativo di influenzare i testimoni nel caso. Ora l’imputato ha l’obbligo di notificare alle autorità dove si trova e presentarsi a una stazione di polizia entro 24 ore dal suo rilascio. La verifica della sua posizione sarà anche garantita da una cavigliera elettronica.

L‘indagine, secondo le informazioni in possesso ai media, è stata avviata sulla base di una denuncia dell’ex boss della criminalità organizzata di Banska Bystrica, Mikuláš Černák, che sta attualmente una condanna all’ergastolo per diversi omicidi. La commissione ordinata dall’indagato, tuttavia, non fu portata a termine perché Černák e diversi dei suoi uomini furono arrestati nel dicembre 1997, prima che l’omicidio di Volzova venisse messo a punto. Černák ha deciso di cominciare a parlare per cercare di farsi scontare un po’ di anni e ottenere un rilascio con la condizionale dopo 25 anni di galera, il che avverrebbe alla fine del 2022. Si sospettano diverse connessioni negli anni 90 tra Stato e criminalità: se davvero Černák svuotasse il sacco potrebbero uscirne grane per le alte gerarchie del paese.

(Red)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google