Slovacchia e Serbia collaborano contro il lavoro illegale

Slovacchia e Serbia intendono collaborare in modo più intenso di quanto fatto fino ad ora per contrastare il lavoro irregolare: il ministro del Lavoro slovacco Ján Richter e il suo omologo serbo Zoran Dordević hanno firmato un protocollo a Bratislava lunedì con l’obiettivo di impedire l’impiego illegale di lavoratori stranieri in entrambi i paesi.

Attualmente, secondo le statistiche, ci sono 10.800 cittadini serbi che lavorano in Slovacchia, la maggior parte dei quali nelle industrie automobilistiche ed elettrotecniche della Slovacchia occidentale. Il Paese avrà sempre più bisogno di manodopera qualificata, ha detto il ministro Richter, e il suo governo vuole che siano occupati con adeguate condizioni di lavoro, welfare e alloggi. Secondo Richter sono state trovate attività illegali in 24 società, mentre altre 12 imprese sono ancora sotto la lente degli ispettori del lavoro. Ma sono in particolare le agenzie di intermediazione del lavoro con sede nella Repubblica Ceca, in Polonia e in Ungheria che fanno da ponte per l’impiego di personale irregolare. Ad oggi tuttavia, quando sono trovati lavoratori irregolari vengono espulsi dal paese, ma nessun procedimento viene preso contro l’agenzia che li ha reclutati e inviati in Slovacchia.

L’accordo tra Slovacchia e Serbia prevede che i dipendenti serbi ricevano in Slovacchia le stesse garanzie sociali e lavorative previste dal Codice del lavoro slovacco per i cittadini slovacchi. Richter è convinto che questo aiuterà a prevenire il dumping sociale e la manodopera a basso costo.

Nei mesi scorsi sono stati diversi i casi in cui aziende slovacche molto importanti – tra esse anche Samsung – hanno assunto lavoratori dalla Serbia attraverso le agenzie di reclutamento con sedi in altri paesi dell’area. Queste persone – migliaia nel corso dei mesi – avevano condizioni di lavoro molto dure e stipendi molto inferiori a quelli dei colleghi slovacchi, senza parlare della situazione riguardo ad assicurazione sociale e sanitaria. Già in marzo i ministri dei due paesi si erano incontrati per cercare di porre rimedio alla questione, trovando nelle agenzie di lavoro interinale, che falsificavano i documenti per permettere ai cittadini serbi di lavorare in Slovacchia, il vero colpevole della situazione.

Nel corso dell’ultimo anno è aumentato a dismisura il numero di cittadini serbi e di altri paesi dell’area che sono venuti a lavorare in Slovacchia, dove invece la carenza di personale, soprattutto specializzato, è diventata una delle maggiori problematiche delle grosse aziende.

(Red)


Foto ilopictures cc-by-nc-nd

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