Arsenali nucleari, il Vaticano ne condanna l’uso e anche il possesso

Il forte impegno della Santa Sede sui temi del disarmo nucleare è stato confermato dalla tenuta nei giorni scorsi della grande conferenza in Vaticano sul tema delle ‘Prospettive per un mondo privo di armi nucleari e per un disarmo integrale’. È indicativo il fatto che le massime autorità vaticane, Papa Francesco, il segretario di Stato Parolin e il segretario per i rapporti con gli Stati Gallagher, abbiano dato il loro alto patrocinio, intervenendo di persona per esprimere il loro pensiero sui temi trattati.

L’impronta decisiva di Papa Francesco

L’ impulso più decisivo è venuto dallo stesso Santo Padre, il quale nel suo intervento davanti ai circa 300 delegati riuniti nella Sala Clementina ha aggiunto nuovi importanti elementi riguardo alla questione delle armi nucleari. Il Vaticano aveva già abbandonato da alcuni anni la linea di tolleranza nei confronti della dottrina della deterrenza nucleare seguita ai tempi della Guerra Fredda (condizionata peraltro a progressi significativi nel campo del disarmo), passando da un sostegno incondizionato a una proibizione.

Con l’ intervento del Papa al convegno si è ora giunti a una condanna vera e propria, non soltanto dell’uso, ma anche della minaccia dell’ uso, nonché dello stesso possesso delle armi nucleari. Queste le parole testuali del Santo Padre: “… anche considerando il rischio di una detonazione accidentale di tali armi per un errore di qualsiasi genere, è da condannare con fermezza la minaccia del loro uso, nonché il loro stesso possesso…”. Si tratta di un’evoluzione, assai significativa sul piano dottrinale, non sempre compresa appieno dai mezzi di informazione, che va ben oltre l’approccio prevalentemente umanitario del passato (proibizione dell’uso) per giungere a promuovere la totale eliminazione dell’arma nucleare e quindi a incidere sull’equilibrio strategico internazionale (proibizione del possesso) passando a un sostegno incondizionato della proibizione nucleare.

Dubbi sulla validità della dissuasione nucleare

Tale approccio si giustifica sulla base dei crescenti dubbi, espressi da vari partecipanti al convegno, sulla perdurante validità della dottrina della deterrenza nucleare, sostenuta da gran parte degli Stati nucleari e dei loro alleati. Se è storicamente corretto sostenere che durante la Guerra Fredda si riuscì ad evitare un confronto nucleare tra le massime potenze, non è detto che ciò sia necessariamente avvenuto grazie alla deterrenza nucleare.

Molti hanno affermato che le crisi nucleari verificatesi e le rivelazioni di incidenti ed errori che per miracolo non hanno scatenato un conflitto lasciano ritenere che lo scampato pericolo si debba alla fortuna o alla provvidenza divina piuttosto che al funzionamento della deterrenza. E il fatto che quest”ultima abbia funzionato in passato non è comunque garanzia che altrettanto avvenga in futuro poiché è aumentato il numero di Paesi possessori dell’arma nucleare, guidati a volte da dirigenti meno cauti ed esperti che non hanno esitato ultimamente a rompere il tabù della minaccia dell’uso della ‘bomba’.

L’impegno del Vaticano per il Trattato anti-armi nucleari

È quindi logico, sulla base di tali premesse, che la Santa Sede si sia trovata in prima linea nel promuovere il Trattato concluso nel luglio scorso che prevede una proibizione totale delle armi nucleari. Il Papa ha definito ” storico” il voto alle Nazioni Unite che ha condotto ” la maggior parte dei Paesi membri della Comunità internazionale a stabilire che le armi nucleari non sono solamente immorali, ma devono anche considerarsi uno strumento di guerra illegittimo”. […continua…]

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Foto jurveston, cc-by

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