La lotta al riscaldamento globale prosegue, malgrado Trump

Promuovere il carbone in un vertice sul clima è come promuovere il tabacco a un convegno sul cancro”, ha dichiarato Michael Bloomberg, l’ex sindaco di New York. Ma è esattamente quello che ha fatto Donald J.Trump. Ha inviato una squadra di diplomatici e responsabili energetici statunitensi all’annuale vertice mondiale sul clima, che si tiene quest’anno a Bonn, in Germania, per esaltare le virtù del carbone “pulito”.

Bloomberg, che è oggi inviato speciale dell’Onu per i cambiamenti climatici, ha ragione. Il pubblico, durante la presentazione degli Stati Uniti, era infastidito nei confronti degli oratori, e li ha anche presi in giro.

Un tempo le persone preoccupate del riscaldamento climatico si chiedevano se il governo degli Stati Uniti avrebbe osato sfidare la lobby dei combustibili fossili in patria. Oggi i negazionisti dei cambiamenti climatici sono al governo negli Stati Uniti. Ma forse la cosa non è così grave.

Sostegno senza precedenti

I motivi sono vari. Uno è che l’utilizzo di carbone su scala globale è in netto declino, dato che il costo delle energie rinnovabili è crollato. Semplicemente, non è più competitivo, e quest’anno la Cina e l’India hanno cancellato i progetti di costruzione di centinaia di nuove centrali a carbone. Anche negli Stati Uniti, la percentuale di elettricità proveniente dal carbone è crollata dal 51 per cento del 2008 ad appena il 31 per cento dello scorso anno, e le aziende statunitensi del carbone stanno fallendo.

Il secondo motivo è che la decisione di Trump di fare uscire gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi del 2015 non ha avuto alcun impatto sul piano internazionale. Il timore che altri paesi ritrattassero il loro impegno si è dimostrato infondato, e gli Stati Uniti sono letteralmente l’unico paese al mondo a non aver sottoscritto il trattato.

In realtà Christiana Figueres, ex capo negoziatrice per il clima delle Nazioni Unite, aveva addirittura ringraziato Trump per il suo tentativo di mandare a rotoli l’accordo di Parigi. “La cosa ha generato un’ondata di sostegno senza precedenti a favore del trattato”, ha dichiarato. “Ha rafforzato il sostegno mondiale alle azioni a favore del clima, e per questo possiamo essergli grati”.

Trump, infine, è stato relegato ai margini da un nuovo patto, annunciato a Bonn il 13 novembre, che unirà i 15 stati degli Stati Uniti impegnati in una decisa azione climatica insieme ai governi del Canada e del Messico, in un’alleanza continentale che s’impegnerà a eliminare progressivamente l’energia a carbone, rafforzando quella pulita e i trasporti ecologici. Buona parte del contributo ai tagli di emissioni che Trump aveva ritrattato saranno compensati da queste iniziative statunitensi promosse al livello statale. […continua…]

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Illustr: geralt/CC0

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