Freedom of the Net: aumentano i paesi che manipolano le informazioni online

Solo 13 dei 65 Paesi presi in esame hanno migliorato la qualità e la trasparenza dell’informazione. Lo sostiene il rapporto Freedom of the Net redatto dall’Organizzazione non governativa Freedom House che ha pure ricostruito come le tattiche di disinformazione hanno avuto un peso nelle elezioni politiche di 18 diversi stati, non solo in America.

In 32 Paesi si è invece registrato un declino della libertà di informazione, su tutti Ucraina, Egitto e Turchia. Il caso ucraino è il più evidente di tutti poiché le autorità si sono date un gran daffare nel rendere non raggiungibili i principali siti di informazione russi, bloccando la rete sociale VKontakte molto gettonata in patria e il motore di ricerca Yandex, adducendo motivi di sicurezza nazionale.

In Egitto le cose non sono andate molto diversamente: oltre 100 siti web bloccati, tra i quali quello di Al-Jazeera e anche la piattaforma di blogging Medium. In Turchia, oltre alla manipolazione e alla censura, le forze dell’ordine hanno arrestato persone la cui colpa era quella di avere installato delle applicazioni per la crittografia, come ad esempio ByLock, normalmente prelevabile dagli store di Apple e di Google.

Per il terzo anno consecutivo la maglia nera della manipolazione e del controllo dei media va alla Cina, seguita dalla Siria e dall’Etiopia.

A ciò si aggiungono le forme di censura governative, applicate soprattutto ai social media, che rendono meno libere le voci dei cittadini con ricadute negative sulle democrazie. [continua…]

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Foto Tanja Cappell cc-by-sa

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