Clima, le emissioni di CO2 nel mondo di nuovo in crescita

Ancora non siamo al tanto atteso “picco delle emissioni”. Anzi. Quest’anno le emissioni di anidride carbonica (CO2), il gas serra che più contribuisce al riscaldamento globale, torneranno a crescere. È la prima volta dopo tre anni di emissioni stabili e gli scienziati sono preoccupati: con l’aumento della CO2 in atmosfera gli obiettivi di contenimento del «global warming» stabiliti dall’accordo di Parigi sono a rischio.

L’allarme arriva dal rapporto 2017 «Global Carbon Budget» pubblicato sulle riviste Nature Climate Change, Environmental Research Letters, Earth System Science Data Discussions e presentato questa mattina a Bonn, in Germania, in occasione della Conferenza Onu sul clima, la COP23. Le analisi sono state condotte da 76 scienziati di 57 istituti di ricerca di 15 Paesi e non prospettano stime incoraggianti.

Dopo tre anni di crescita quasi zero, per il 2017 è atteso un ritorno alla crescita delle emissioni globali di CO2. Si stima un +2% di emissioni generate da combustibili fossili e industria. Inoltre, comprese quelle derivanti da cambiamenti d’uso del suolo, entro la fine dell’anno finiranno in atmosfera 41 miliardi di tonnellate di CO2. Gli scienziati rimarcano anche i livelli record che la concentrazione di questo gas serra sta raggiungendo in atmosfera: nel 2016 ha toccato quota 403 parti per milione (ppm) e per quest’anno si stima possa aumentare ancora di 2,5 ppm.

Delle emissioni globali la quota maggiore è appannaggio della Cina (nel 2016 ne ha prodotto il 28%), indicata dai ricercatori come il principale imputato del ritorno alla crescita della CO2. Rispetto all’ultimo triennio il Paese si prepara a fare retromarcia: per il 2017 le sue emissioni dovrebbero aumentare del 3,5%, a causa di un estate particolarmente secca che ha ridotto il contributo dell’energia idroelettrica. Il secondo emettitore al mondo sono gli Stati Uniti, col 15%. Per il Paese a stelle e strisce, dove il presidente Donald Trump sta smantellando le politiche «verdi» del predecessore Obama, gli analisti si dicono comunque cautamente ottimisti. La transizione dal carbone alle energie verdi dovrebbe continuare, scrivono. L’Ue è sul terzo gradino del podio: nel 2016 ha prodotto il 10% delle emissioni globali. L’India è quarta col 7%: nell’ultimo decennio le sue emissioni sono aumentate del 6%. Per il 2017 dovrebbero rallentare.

Il rapporto contiene anche qualche buona notizia, come il calo della CO2 in presenza di economia in crescita nel decennio 2007-2016 in 22 Paesi che rappresentano il 20% delle emissioni globali (tra cui Usa, Francia, Germania, Regno Unito) e la corsa delle rinnovabili (vento e sole) al ritmo del 14% l’anno. Tuttavia l’atteso ritorno alla crescita delle emissioni di anidride carbonica è una spia rossa che mette a repentaglio gli obiettivi dell’accordo sul clima di Parigi. È «una delusione», afferma Corinne Le Quéré, direttrice del Tyndall Centre for Climate Change Research dell’ateneo britannico dell’East Anglia, fra gli autori principali delle analisi. Si rischia, sottolinea, di non fare in tempo «a mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi, figurarsi entro il grado e mezzo».

(Roberto Giovannini via La Stampa, cc-by-nc-nd)


Foto Pixsource/CC0

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