Elezioni regionali: Kotleba bocciato a Banska Bystrica, Smer bastonato resta con due regioni

Sono tre le notizie pervenute dalle elezioni regionali di sabato, e tutte e tre piuttosto interessanti. Da un lato, si registra la sconfitta di Kotleba a Banska Bystrica, cosa auspicata da molti ma per nulla così certa. Poi c’è la batosta del partito Smer che segna una brusca frenata dopo dieci anni al governo nazionale e un potere quasi assoluto nelle amministrazioni locali. E infine, va registrato il grande successo dei candidati della destra, specificamente di Gente Ordinaria (OLaNO-NOVA) e Libertà e Solidarietà (SaS), la cui coalizione insieme ad altri partiti ha dimostrato di funzionare con ben cinque presidenze. Buone notizie infine per quanto riguarda l’astensionismo, molto inferiore a quanto si temeva.

Forse è stata la paura di dare le chiavi del paese a un’estrema destra che rievoca ad ogni momento nostalgie fasciste insieme ad un certo isolazionismo ed euroscetticismo, o forse i tanti appelli ai cittadini da parte delle maggiori autorità per votare partiti che abbiano ben fondati i principi democratici e una politica filoeuropea, fatto è che il leader del Partito Popolare Nostra Slovacchia (LSNS) Marian Kotleba ha perso la sua poltrona di presidente nella Regione di Banska Bystrica, e nessuno dei suoi è riuscito a farsi eleggere nelle altre regioni in cui si erano candidati.

La roccaforte di LSNS a Banska Bystrica, dove secondo le voci nei corridoi dell’amministrazione comunale ci si faceva il saluto romano enunciando il motto “Na stráž” usato dalla storica Guardia di Hlinka nello stato fascista dell’ultima guerra, si è dunque sbriciolata, anche per l’affluenza che è andata oltre il 40% in regione, ben più alta del 30% di media nazionale. Si vedrà nei prossimi sondaggi se si tratta di un più ampio rallentamento della crescita di questi anni, da molti fino ad oggi ritenuta inarrestabile (e nei sondaggi nazionali data al 10%, portando LSNS ad essere terzo partito nel paese). La Slovacchia avrebbe dunque deciso di non procedere sulla strada già intrapresa da altri paesi europei dove l’estrema destra anti-immigrati ha guadagnato terreno a vista d’occhio, ultimo esempio quello dell’Austria di un paio di settimane fa, dove il premier in pectore Sebastian Kurz si appresta a fare un governo tra popolari e ultradestra.

Tra i temi principali contro l’estrema destra durante la campagna elettorale c’era il confronto tra le promesse fatte a suo tempo da Kotleba e la realtà delle cose, ad esempio impegnandosi a garantire la creazione di 84 mila nuovi posti di lavoro nella regione di Banska Bystrica, un fatto mai verificatosi. Il tasso di disoccupazione in regione è infatti decisamente più alto rispetto alla media nazionale.

Allo stesso modo, con un po’ di sorpresa, nel voto di sabato si è infranto il mito della solidità del potere del partito socialdemocratico Smer-SD. Il numero delle regioni governate passa drammaticamente da sei (erano sette quattro anni fa) a due, una batosta che nessuno si sarebbe aspettato solo pochi giorni fa. Si potrebbe dire, in questo caso, che si conferma una tendenza ormai europea e non solo di declino della sinistra, ma probabilmente hanno contato i diversi scandali, l’arroganza e il nepotismo in capo a diversi politici di Smer. Fallita dunque la strategia del leader socialdemocratico Fico che alcuni mesi fa ha voluto il turno unico per l’elezione dei governatori, cancellando il ballottaggio che era in vigore fin dall’istituzione delle regioni nei primi anni 2000. Se quattro anni fa il turno unico avrebbe pagato, questa volta a pagarne le conseguenze è stato proprio Smer e i suoi rappresentanti, alcuni legati alla presidenza della propria regione da diversi mandati. Il calo di Smer è presumibilmente conseguenza di un effetto lungo della perdita di consenso avvenuta nel 2016, quando il crollo al 28,3% alle elezioni parlamentari dello scorso anno era solo una parvenza del plebiscitario 44,4% ottenuto nel 2012.

Unici “sopravvissuti” dei governatori Smer sono Jaroslav Baska a Trencin, che ha ricevuto il 49,98% dei voti, e Milan Belica a Nitra con il 34,10%. In entrambe le regioni l’affluenza è stata tra le più basse, poco oltre un quarto degli aventi diritto (26,32% e 26,83% rispettivamente). Belica è governatore dal 2001, confermato per quattro volte consecutive, mentre Baska, già ministro della Difesa per gli anni 2006-2010, è al secondo mandato.

E infine, queste elezioni segnano il ritorno della destra, o meglio del centro-destra, da tempo all’opposizione e incapace di accordarsi per una coalizione forte e vincente. In particolare, a vincere sono stati candidati di OlaNO, SaS e del redivivo Movimento Cristiano-Democratico (KDH), che hanno costituito una coalizione insieme a partiti minori come i conservatori di OKS, il partito Šanca, e su Bratislava gli ungheresi di SMK. Cinque vittorie per questa coalizione: Bratislava, che già faceva riferimento al centro-destra, conquistata da Juraj Droba (SaS), e altre tre regioni rubate ai socialdemocratici di Smer-SD – Trnava (Jozef Viskupič / OLaNO), Zilina (Erika Jurinová / OLaNO), Presov (Milan Majerský / KDH) e Kosice (Rastislav Trnka / OLaNO). E se si vuole, anche a Banska Bystrica, dove il deputato SaS Martin Klus si è ritirato qualche settimana fa per sostenere l’indipendente Jan Lunter che ha vinto con il 48,53% dei voti.

Qui sotto gli eletti:

In generale, assieme alla crescita di SaS e OLaNO si è registrato a livello nazionale un deciso calo di Smer-SD e SNS. E il dato interessante è che c’è stato un grande rinnovamento al comando delle regioni: tra tutti e otto i governatori uscenti soltanto i due politici di Smer-SD ricordati più sopra – Belica e Baska – sono stati confermati, mentre per tutti gli altri si tratta di una prima volta. Parecchio svecchiata l’età media dei governatori: a parte il decano Belica e Jan Lunter, e il giovane Trnka (33 anni), gli altri presidenti di regione hanno tutti poco più di 40 anni, con una carriera politica potenzialmente ancora molto lunga.


Il nuovo governatore di Bratislava Juraj Droba festeggiato dal suo partito

E per concludere l’affluenza, il grande fantasma che si cercava di scongiurare, è tra le notizie buone di questo sabato elettorale: è infatti stata superiore al passato, con percentuali che vanno dal 24,7% di Trnava al 33,8% di Zilina, senza contare il 40,29% di Banska Bystrica, un record nazionale fin dall’istituzione delle regioni nel 2001.

(PS)


Foto strana-smer.sk

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