Elezioni regionali: chi sono i candidati a governatore nella regione di Bratislava

Alle elezioni regionali del 4 novembre nella regione di Bratislava sono in lizza per la poltrona di presidente alcune facce note. L’ex sindaco della capitale Milan Ftáčnik era in testa nell’ultimo sondaggio con un quarto dei consensi (25,5%), davanti all’attuale vice sindaco del quartiere Bratislava-Nové Mesto, Rudolf Kusý, secondo con un 19%, al governatore Pavol Frešo che ha già svolto due mandati consecutivi e che sta al 16,4%, e al deputato Juraj Droba con il 14,1%. Questi sono i quattro sfidanti principali che lo Slovak Spectator ha analizzato in vista della chiamata alle urne di sabato.

Milan Ftáčnik, 61 anni, che è davanti in tutti i sondaggi, è stato in passato membro del partito comunista, e fu eletto sindaco nel 2010 come candidato indipendente grazie all’appoggio del partito Smer. Gli avversari lo criticano per essere stato inconcludente nel suo mandato. Tra l’altro, ricordano che lui aveva chiuso e iniziato la ricostruzione del Ponte Vecchio ma di non avere poi rispettato le scadenze, e di avere lasciato chiusa per due anni una delle vie principali del centro città, Štúrova, creando forti problemi alla mobilità dei cittadini. Ftáčnik si difende dicendo che non si poteva fare di più a causa dei debiti del comune che lui aveva ereditato dal suo predecessore, e rivendica il successo nell’aver risanato il bilancio comunale con un miglioramento di 40 milioni di euro nei quattro anni del suo governo. Egli sottolinea anche di avere rinnovato il parco di tram e filobus e (45 e 120 nuovi mezzi) e il rifacimento della linea del tram nel quartiere Dúbravka e di aver combattuto contro l’uso eccessivo dei cartelloni pubblicitari.

Nella sua candidatura promette di migliorare il trasporto pubblico in regione e di lanciare la costruzione di parcheggi scambiatori collegati ai trasporti pubblici, migliorare lo sviluppo delle città satelliti di Bratislava che stanno crescendo senza le infrastrutture necessarie e promuovere una alimentazione più sana nelle scuole secondarie di competenza della regione.

Per la sua campagna, Ftáčnik ha detto di averci messi 25.000 euro suoi e di avere ricevuto 20.000 euro dall’imprenditore Radovan Grohoz e di avere raccolto altri 45.000 euro dai sostenitori. Si presenta ancora come candidato indipendente ma i critici sottolineano i suoi legami con il partito socialdemocratico Smer-SD.

Rudolf Kusý, 41 anni, è stato attivista con focus sui giovani, ha fondato il parlamento studentesco nella regione di Bratislava e un’associazione nel comune di Bratislava-Nové Mesto per incentivare i cittadini a partecipare alla politica di quartiere. Nel 2010 si è presentato alle elezioni comunali come candidato indipendente ed è diventato vice sindaco di Nové Mesto, distinguendosi per la ristrutturazione del parco di castagni Gaštanica e creando un parco al posto dell’ex stadio di ciclismo. Rivendica poi la costruzione o ristrutturazione di scuole, campi da gioco, una mensa sociale e portando il quartiere ad essere il quarto comune più trasparente in Slovacchia secondo gli ssandard di Transparency International Slovakia. Kusý è stato accusato dai detrattori di nepotismo: la polizia lo ha accusato di avere assegnato una commessa pubblica alla società di un ex collaboratore, accusa poi annullata nel 2014.

Da candidato a governatore Kusý propone un grande rinnovamento dei binari del tram e di collegare il trasporto pubblico della città con i treni regionali, aumentando la frequenza del trasporto pubblico nelle ore di punta per motivare i cittadini a lasciare a casa l’auto. Tra le sue priorità c’è anche la ricostruire della stazione ferroviaria principale di Bratislava. E vorrebbe una tangenziale nelle città di Pezinok e Modra, nuove case di riposo comunali, un nuovo centro sportivo in ogni quartiere, e dare battaglia alle discariche illegali. La sua campagna è stimata costare 220.000 euro in totale, metà della quale egli dice di pagarla coi suoi risparmi, e l’altra metà che sarà pagata dalla sua famiglia, affermazioni che i critici mettono in discussione perché poco credibile.

Pavol Frešo, 48 anni, è presidente della regione dal 2009. Nel 2012 divenne leader di SDKÚ, partito che in passato guidò tre governi di centro-destra, l’ultimo dei quali chiuso anzitempo nel 2012 con premier Iveta Radicova. Il partito sotto la sua leadership si è gradualmente disgregato e nelle elezioni parlamentari dello scorso anno ha ricevuto appena lo 0,3% dei voti. Frešo riconosce il fallimento, ma afferma che amministrare una regione è tutta un’altra questione, e negli ultimi otto anni la Regione di Bratislava ha ridotto il proprio debito, ha lanciato un programma di sostegno dei progetti culturali e ha concesso spazi inutilizzati a organizzazioni culturali o religiose. Tra i progetti portati a termine, egli ricorda il Ponte della Libertà, una moderna passerella ciclopedonale che collega la Slovacchia e l’Austria. I suoi critici dicono che nonostante i due mandati non ha fatto essenzialmente niente di lodevole, anche se è vero che in questo periodo in regione non sono avvenuti scandali.

Nel suo programma elettorale i punti principali sono il trasporto pubblico gratuito e la costruzione di nuove strade – tra cui la tanto attesa tangenziale di Bratislava – e di ulteriori percorsi ciclabili. La campagna dovrebbe costare 200.000 euro, costi che Frešo dice saranno sostenuti da lui e da Peter Núnez, direttore e capo dell’agenzia pubblicitaria e di produzione televisiva. I critici si chiedono perché mai Núnez dovrebbe spendere soldi per sostenere un candidato governatore.

Juraj Droba, 46 anni, è tra i fondatori del partito neoliberale libertà e Solidarietà (SaS) ed deputato in parlamento dal 2010. Ha lasciato il partito nel 2013, ma di nuovo nel 2016 è stato eletto nelle liste elettorali di SaS. Come parlamentare, Droba ha curato in particolare le questioni relative ai diritti umani, ed è stato a favore di divorzi più veloci e maggiori diritti per i membri della comunità LGBTI. È criticato per aver comprato in passato un appartamento da Marián Kočner, un uomo d’affari controverso il cui nome era nella cosiddetta lista della mafia della polizia slovacca. Droba dice che era il 2006 e che lui non sapeva chi fosse Kočner, che già era stato collegato a diversi scandali, il più noto dei quali era stato il suo tentativo di occupare la televisione privata Markíza nel 1998, quando entrò nell’edificio con un gruppo di guardie del corpo.

Se diventasse governatore, egli promette di migliorare i trasporti pubblici – tram, ferrovie e il trasporto fluviale sul Danubio – e il numero di parcheggi disponibili, aumentare i posti disponibili presso asili nido e case di riposo, proteggere il mantenimento dei vigneti nell’area dei Piccoli Carpazi e creare centri per alcolisti. In caso sia eletto, Droba ha promesso che lascerà il suo seggio in Parlamento. La sua campagna dovrebbe costare 120.000 euro, dei quali lui verserà 20.000 e gli altri 100.000 saranno coperti dal partito SaS.

(Red)

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