L’ex premier Mečiar può essere perseguito per le sue amnistie

Il deputato Ondrej Dostál del partito di opposizione SaS ha reso noto il contenuto di una lettera ricevuta dall’ufficio del Procuratore generale della repubblica in cui si legge che l’atto di concessione delle amnistie da parte dell’ex primo ministro Vladimír Mečiar (HZDS) potrebbe non essere soggetto a prescrizione temporale come la polizia aveva originariamente deciso. Da un controllo accurato del fascicolo di indagine della direzione regionale del Corpo di Polizia, «il Procuratore generale ha valutato che la decisione degli investigatori è stata prematura e ha ordinato al procuratore regionale di annullare la risoluzione e procedere con l’accusa», dice la lettera, secondo The Slovak Spectator.

Mečiar emise le amnistie quando fu per un breve periodo nel 1998 presidente della repubblica ad interim. Con quegli atti concesse l’indulto per i reati connessi al rapimento del 1995 del figlio del presidente Michal Kováč e all’omicidio del poliziotto Robert Remiáš del 1996, oltre ai potenziali reati relativi al sabotaggio del referendum del 1997 sulla Nato.

Il 29 giugno scorso la Corte Costituzionale ha annullato le amnistie, affermando che Mečiar abusò dei suoi poteri quando le concesse. In seguito, la polizia ha cominciato a indagare su Mečiar in luglio. Il mese dopo è stato riferito che Mečiar non sarebbe stato perseguito perché l’atto era prescritto. A quel punto, Dostál sottolineò che le amnistie di Mečiar rappresentano un reato di abuso di potere da parte di un funzionario pubblico, che non può essere soggetto a prescrizione, e si rivolse al Procuratore generale per verificare l’operato della polizia.

(Fonte Slovak Spectator)


Foto TA3.com

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