Confermato il carcere preventivo per Pavol Rusko, potrebbe influenzare i testimoni

Per l’ex ministro dell’Economia (2002-2005) Pavol Rusko, arrestato lunedì con l’accusa di avere ordinato l’omicidio della sua ex socia Sylvia Volzova nella televisione privata Markiza nel 1997, il giudice della corte distrettuale Bratislava II ha convalidato ieri il fermo in custodia cautelare, in attesa del processo. La decisione, tenutasi a porte chiuse, è stata presa allo scopo di impedire a Rusko di di influenzare potenzialmente i testimoni. L’imputato ha presentato ricorso contro la decisione, ma l’ha fatto anche il procuratore, chiedendo che si decida per una diversa forma di custodia “in considerazione del rischio di fuga”. Nel pomeriggio tuttavia, dopo aver partecipato all’udienza in tribunale, l’imputato è stato portato in ospedale lamentando «un peggioramento delle sue condizioni di salute», scrive Hospodarske Noviny.

Il caso era trattato da investigatori della Naka, l’Agenzia nazionale anticrimine, basandosi sulle dichiarazioni dell’ex padrino della criminalità organizzata di Banská Bystrica, Mikuláš Černák, che è in galera con una sentenza all’ergastolo per i diversi omicidi commessi. Černák, che sta svuotando il sacco per cercare di avere uno sconto di pena, ha detto di essere stato contattato da Rusko nell’ottobre o novembre 1997, chiedendogli di far sparire la socia Volzova, dopo averla costretta a cedere la sua quota a una terza persona. Per l’affare Rusko aveva accettato di pagare 20 milioni di corone (663mila euro), e avrebbe anticipato subito mezzo milione. Il crimine però non fu mai commesso, perché Černák fu arrestato nel dicembre 1997.

In una intervista esclusiva a Sme, la Volzova, che ora vive in Germania, ha detto che lei era un problema per Rusko, e lui «voleva avere mano libera. Aveva solo cura di quanto guadagnava», ha detto. Secondo Volzova, Rusko aveva il mito di Berlusconi, come magnate dei media e primo ministro, e voleva essere come lui. «Voleva avere influenza, entrare in politica, e io non volevo sostenerlo in questo» capriccio.

Al tempo, Rusko e Volzova avevano il 50% ciascuno della televisione, e lui ne era anche direttore generale e presidente. Secondo l’ex ministro dell’Interno Vladimir Palko, sua collega di governo, la televisione Markíza era finita nelle mani della mafia, e Rusko era un uomo spudorato che sapeva come perseguire i suoi obiettivi in ​​modo brutale. In una intervista al sito conservatore postoj.sk Palko ha detto che Rusko aveva contatti con Černák e il suo gruppo, ma non una sola volta, sembravano piuttosto rapporti di lungo termine.

(Red)

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