UE: migranti, così cambia il pacchetto di Dublino

Bruxelles – Il primo paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo; il trasferimento automatico dei richiedenti asilo avverrà secondo un metodo di ripartizione fisso, tutti i richiedenti asilo devono essere registrarti all’arrivo; verranno rafforzati i controlli di sicurezza. Sono le novità contenute nella bozza di riforma del Regolamento di Dublino sui migranti, approvata il 19 ottobre dalla Commissione europea, e che punta a rimediare alle attuali debolezze e a creare un sistema solido per il futuro, spesso sottolineate soprattutto da Paesi di prima accoglienza come l’Italia. I paesi che si rifiutano di ricollocare i richiedenti asilo dovrebbero avere un accesso limitato ai fondi UE.

Secondo la bozza, il primo paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo. L’attribuzione della responsabilità sarebbe invece basata sui “reali legami” con uno Stato membro, quali la famiglia, l’avervi già vissuto in precedenza o gli studi. In assenza di questi legami, i richiedenti asilo verrebbero automaticamente assegnati ad uno Stato membro dell’UE in base ad un metodo di ripartizione fisso, non appena registrati e dopo un controllo di sicurezza e una rapida valutazione dell’ammissibilità della loro domanda di protezione. Ciò per evitare che gli Stati membri “in prima linea” si assumano una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell’Europa nei confronti delle persone bisognose e per accelerare le procedure di asilo.

Il progetto di relazione preparato da Cecilia Wikström (ALDE, SE) è stato approvato con 43 voti a favore e 16 contrari, senza alcuna astensione. Il testo costituisce il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con gli Stati membri in seno al Consiglio. Secondo Wikström «il sistema europeo di asilo è una delle questioni chiave che determinano lo sviluppo futuro dell’Europa. In qualità di relatrice, il mio obiettivo è creare un sistema d’asilo veramente nuovo basato sulla solidarietà, con regole chiare e incentivi a seguirle, sia per i richiedenti asilo che per tutti gli Stati membri». La decisione della commissione per le libertà civili di avviare i negoziati dovrà essere confermata formalmente dalla plenaria durante la sessione di novembre a Strasburgo. Il Consiglio deve ancora approvare il suo mandato.

(NoveColonneATG)


Foto Osce cc-by-sa

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