Il caso Malinova è banale, ma sta richiedendo un tempo estremamente lungo

Il caso che ha visto coinvolta l’ex studentessa Hedviga Malinova che nell’agosto del 2006 è stata presumibilmente aggredita da uno sconosciuto per il solo motivo di aver parlato in ungherese, rappresenta un caso banale ed incompatibile con il periodo di tempo di investigazione che gli è stato dedicato, sono le parole del Procuratore Generale Dobroslav Trnka rilasciate alla sezione della Commissione Parlamentare per i diritti umani tenutasi ieri. Nello scorso Luglio Trnka disse che le conclusioni del Procuratore Generale sarebbero state formalizzate solo dopo aver esaminato l’opinione del Prof. Labas, l’esperto assoldato per le valutazioni del caso al quale sono stati forniti tutti i documenti medici relativi alla presunta aggressione. “Questo caso sta prendendo troppo tempo e ciò sta diventanto fastidioso anche per me, comunque non ho intenzione di comminare multe o punizioni a nessuno, aspettiamo e dopo che la relazione ci sarà consegnata, decideremo le misure da adottare”. Trnka ha aggiunto che non c’è motivo di rilasciare notizie in anteprima sotto la pressione della stampa. Il caso della Malinova (ora Zakova, da sposata) accese numerose polemiche per la presunta motivazione etnica dell’attacco da parte di due fantomatici skin-head. La polizia chiuse le investigazioni l’11 settembre 2006 accusando in seguito la giovane studente di falsa testimonianza. Il procuratore, in seguito ad attacchi ricevuti per la gestione del caso, ha invitato Jana Zitnanska di KDH a sottoporsi alla “macchina della verità” assieme alla Zakova ed in caso la giovane passasse il test si è impegnato ad interrompere l’accusa nel giro di tre giorni.

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