Agenzia del farmaco, tra Milano, Vienna e Bratislava la decisione sarà politica

Nonostante la frenesia di chi a Bruxelles lavora nella convinzione che Milano abbia reali possibilità di attirare in città la nuova sede dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA), come Berlusconi che proprio nei giorni scorsi si è speso in tal senso, è probabilmente Amsterdam che dà le maggiori garanzie per un passaggio pulito e facile dell’autorità UE per i farmaci che deve lasciare Londra dopo la Brexit. Ma c’è un ma. In questi giorni si assiste a una ripresa delle quotazioni di Bratislava e anche di Vienna, che dopo le ultime elezioni rischia di spostarsi verso est avvicinandosi alle posizioni dei paesi di Visegrad e snobbando l’Unione europea. E secondo alcuni proprio allo scopo di trattenere l’Austria nel club c’è chi, tra cui Merkel e Juncker, sarebbe disposto a regalare a Vienna il business dell’EMA per evitare guai peggiori. Il trionfatore delle elezioni austriache, il popolare Sebastian Kurz che ha ricevuto l’incarico di formare un governo dal suo presidente appena venerdì, avrebbe cominciato a muoversi nelle lobby di Bruxelles dove avrebbe ricevuto dei “si può fare”, mentre a casa sua si prevede un’alleanza con gli ultranazionalisti dell’FPO.

Bratislava, dal canto suo, se incassa l’appoggio completo dei compagni del V4 deve però fare fronte a requisiti non proprio eccellenti per avere l’agenzia, e all’ostilità dei dipendenti che proprio non vorrebbero trasferirsi in Slovacchia. E non bastano gli ultimatum come quello del vice ministro degli Esteri Ivan Korcok che la settimana scorsa ribadiva come fosse “giusto e dovuto” che l’agenzia sia assegnata a Bratislava, mentre sarebbe e che sarebbe scorretto e iniquo darla a un paese che già ospita altre agenzie europee.

(Red)


Foto Suissgirl/CC0

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